Un anno da dimenticare: deluse illustri in Serie B
Quello che leggerete non è un articolo d'opinione perchè, come si dice in questi casi, la matematica- meglio,l'aritmetica- non è un opinione. Ed è proprio l'aritmetica a farla da protagonista, materia ostile perchè inconfutabile e dogmatica.
Ebbene, giunti al punto cruciale della stagione calcistica, arrivano i primi verdetti e con essi, eventuali esultanze o malumori. C'è chi ha già gioito, fatto festa; c'è anche chi, come accade sovente, ha patito le pene del caso e pagato con cocente delusione il prezzo di una stagione non all'altezza.
C'è chi, invece, resta a metà: a metà tra sognare e destarsi, tra trionfare e soccombere. Incastrate in una stagione dal profilo incerto, dall'esito amaro. Squadre dalla natura indefinita, cadere sotto i colpi beffardi dell'aritmetica.
E' quello che è successo a Pescara; 51 punti in classifica, quindicesimo posto e una abbondante dose di frustrazione. Ancora due turni da disputare, con la spiacevole consapevolezza di non avere che da onorare gli atti ultimi, con il play-off aritmeticamente irraggiungibile.
Una rosa composta di calciatori di livello, come testimoniano i punti raccolti contro le squadre di maggior blasone. Un tecnico esperto e rinomato, quale il buon Serse Cosmi. Tutto aveva fatto pensare a scenari differenti quando, ad agosto, i bianco-azzurri battezzavano la stagione con una vittoria ai danni della Juve Stabia. Nessun esordio fu mai tanto illusorio e ingannevole: tanti, i pareggi; poche, le scuse per attenuare lo sconforto. C'è chi vocifera di una rivoluzione in procinto d'essere attuata: potrebbe tornare Zeman, così da dare al futuro un nome antico.
Alla stregua degli abruzzesi, anche Brescia e Ternana. Per i lombardi, una stagione difficile: la squadra, alla cui guida Ivo Iaconi, ha recitato una parte poco consona allo spessore proprio della società e saluta l'obiettivo stagionale con rammarico. Nulla è andato per il verso giusto, in un anno pieno di equivoci e scelte opinabili. Con il tecnico attualmente sotto contratto, si è trattato del quinto avvicendamento stagionale; non proprio sintomo di coerenza e padronanza, fonte di incertezza e ansia per i bianco-blu.
Non si può, infine, non considerare la cronica incapacità di vincere al 'Rigamonti'. Impensabile, impietosi numeri alla mano, dare credito ai lombardi, almeno in chiave play-off. Infatti, il nefasto responso è giunto; il conforto arriva- come ha ricordato anche il tecnico- dal rendimento fuori casa. Solo un ruolino di marcia invidiabile lontano dal 'Rigamonti' ha dato garanzia di mantenimento della categoria. Il prossimo, dovrà essere l'anno del riscatto: il Brescia è atteso al varco, la strada è già tracciata.
Discorso non dissimile per gli uomini di Tesser: partiti con il favore del pronostico, gli umbri si trovano al sedicesimo posto in classifica, a quota 48 punti. Troppo poco, per chi era riuscito persino nell'impresa di mettere in fila dodici risultati consecutivi; striscia rovinosamente interrotta dal Carpi nella dodicesima giornata di ritorno, a marzo. In seguito, solo due vittorie, un pareggio e cinque sconfitte.
Numeri degni di una accorta riflessione: paradossalmente, oggi, l'obiettivo è la salvezza; raggiungibile, certamente. I rosso-verdi faticano a vedersi ridimensionati e per il prossimo anno, come a Pescara, la squadra potrebbe essere oggetto di rivoluzione: saluteranno, quasi sicuramente, sei giocatori in scadenza, tra i quali si leggono nomi importanti. Vedi Fazio e Nolè; che anche questo sia stato un male e abbia condizionato l'esito della stagione, è fuori di ogni discussione. A maggior ragione, dare un volto nuovo alla squadra potrebbe fruttare un notevole giovamento.
Anche in Serie B si annoverano illustri deluse: è stato un anno da dimenticare e fortunatamente giunto al termine.


