Pablo Granoche e il risveglio de "El Diablo"
A sei giornate dalla fine il campionato cadetto emette i suoi primi verdetti. Sentenze che vedono sorridere il Palermo, vittorioso a Latina e quasi certo della promozione. L’altra faccia della medaglia è invece la retrocessione matematica della Juve Stabia che, perdendo a Trapani, mette fine ad un’agonizzante stagione iniziata male e finita peggio.
Se i destini dei rosanero da una parte e delle “vespe” dall’altra risultano essere definitivi, lo stesso non si può dire per il resto delle squadre, lanciate alla conquista di quel posto al sole che risponde al nome di play off, passe-partout necessario per accedere alla serie A . Un campionato nel campionato che vede fronteggiarsi, 10 squadre racchiuse in 9 punti, un’altalena d’emozioni che siamo sicuri terrà incollati alle poltrone molti appassionati. In quest’ottica è importante registrare il ritorno al gol con una continuità che non aveva da anni di un grande bomber, il cui soprannome incute paura e soggezione. Stiamo parlando di Pablo Granoche, attaccante uruguaiano classe 1983 in forza al Modena, meglio conosciuto come “El Diablo”.
C’è infatti, il suo zampino nel 3-3 che ha permesso ai gialloblù di Novellino, di uscire indenni dallo scontro con la Ternana di venerdì. Un punto, quello conquistato dai “canarini” che conferma l’ottimo lavoro fin qui svolto, frutto di un attacco per nulla abulico che ha portato in dote alla causa emiliana 55 gol complessivi finora, miglior attacco del torneo insieme al Palermo Ben otto, delle 55 segnature portano la firma di Pablo Granoche, ariete dal fisico imponente, in possesso di una notevole velocità e di un buon dribbling, arrivato al Modena a gennaio. Un’autentica spina nel fianco per le difese avversarie. Una macchina da gol quasi perfetta che inizia a farsi notare nel 2002 quando, con indosso i colori del Miramar Misiones, sigla 38 reti in 56 presenze. Con i bianconeri uruguaiani, “El Diablo” resta tre anni per poi trasferirsi dapprima ai messicani del Toluca e successivamente al Veracruz (28 presenze 3 gol).
Il campionato messicano, si dimostra benevolo con lui, difatti nel 2006 passa al Coatzacoalcos nella Primera División messicana, formazione in cui riesce a sbloccarsi segnando addirittura 23 gol in 27 partite. L’ottima stagione vissuta Messico, porta gli osservatori della Triestina sulle sue tracce. L’arrivo in Italia rappresenta una scommessa vinta da parte dei dirigenti triestini che si trovano tra le mani un vero bomber di razza, capace di conquistare immediatamente, l’affetto dei tifosi con prestazioni incredibili che coincideranno con 31 gol in 62 presenze, siglando tra le altre la rete numero 1000 della Triestina.
Un vento di Bora che spazza tutto ciò che ha la sfortuna di trovarsi nel suo cammino, ma che non spaventa i dirigenti del Chievo Verona che, nel 2009 lo vogliono fra le loro fila. In maglia clivense, Granoche rimane solo due stagioni (2009 – 2011) tra A e B. Le stagioni non proprio esaltanti, vissuti con i “mussi”, lo portano alla ricerca di nuovi stimoli in giro per l’Italia. La voglia di giocare lo avvicina prima a Novara e Varese e in seguito a Cesena e Modena con in mezzo l’esperienza al Padova. Proprio l’arrivo a Modena, nel 2014 rappresenta l’occasione del rilancio per l’attaccante e i numeri gli stanno dando ragione, contribuendo in maniera decisiva alla resurrezione dei “canarini”. La corsa verso i play off si fa sempre più accesa, ai nastri di partenza potrebbe esserci anche il Modena. Sei partite separano gli emiliani dalla meta. Un rush finale, ricco di emozioni e con un protagonista in più che risponde al nome de “El Diablo” finalmente ritornato.


