Livorno, Spinelli: «Sarà il Livorno dei giovani»
Una full immersion come non accadeva da tempo. Aldo Spinelli arriva in sede di buona mattina, il primo appuntamento è con i suoi dirigenti Signorelli e Gardini. Il giorno prima aveva spiegato loro mansioni e obiettivi, adesso aspetta l'ok per rinnovare i rispettivi contratti. Un ok che arriva puntuale, con tanto di stretta di mano. Poi si parla di mercato, di operazioni, di idee, ma Spinelli snocciola anche le cifre di un bilancio (dell'ultima stagione) in profondo rosso. Poi via alla Barcarola per il pranzo, e davanti a un buon pesce il presidente si apre come non accadeva da tempo.
Presidente, cosa dobbiamo attenderci da questa estate? «La costruzione di una squadra giovane. Cercando di vendere quei giocatori che ci vengono richiesti».
Un fulmine a ciel sereno. Detto così, profuma molto di smobilitazione. «Non è smobilitazione, bisogna solo rendersi conto della realtà».
Ovvero? «Fare calcio a Livorno è diventato quasi impossibile. Lo dicono le presenze allo stadio, lo dicono i bilanci. Vuole le cifre?».
Volentieri. «Noi nell'ultimo campionato abbiamo incassato in totale 796mila euro tra abbonamenti e incassi, ovvero la metà di quanto mi costava il solo Tavano. Da questi 796mila euro dovete toglierci 300mila euro di costi tra steward, pagamenti al Comune e norme di sicurezza. Per me l'ultimo campionato di serie B è stato un bagno di sangue».
È anche vero che negli ultimi campionati non aveva rimesso. «Ma sa di quanto sono andato in rosso nell'ultima stagione? 8 milioni e 50mila euro. Tutti soldi che ho dovuto tirar fuori dalle mie tasche, per riportare in pari il bilancio. Finchè si tratta di tirar fuori 3-4 milioni di euro, lo faccio senza troppi problemi perché il calcio è la mia vita e ci tengo al Livorno, ma non posso più rimettere 8 milioni».
E quindi? «Quindi si cambia registro. Facciamo una squadra che punta sui giovani, sullo stile dell'Empoli, del Chievo. Io sono solo a portare avanti il Livorno, nessuno mi dà una mano. E sia chiaro che io qui non ho mai guadagnato».
Guardi presidente, che al tifoso livornese mica dispiace se lei dovesse guadagnare anche 10 milioni di euro. L'importante è vedere un Livorno competitivo. «Guardiamo la realtà dei fatti: allo stadio facciamo 4mila spettatori quando va bene, il mercato lo devo fare per me e per i giornalisti?»
No, per chi vuole bene al Livorno. «Finchè ci sarò io, il Livorno viaggerà sempre a testa alta. Fare la serie B non è certo un disonore».
Sta chiedendo aiuto al sindaco? «No. Tra l'altro ho visto che il sindaco non viene neanche più allo stadio».
Però qualcosa per far ritornare i tifosi allo stadio va fatto. Lei ha detto di aver incassato 796mila euro tra biglietti a abbonamenti: visto che la cifra è così bassa, non sarebbe meglio fare degli abbonamenti a prezzi davvero simbolici, da 50 euro per esempio? «Può essere un'idea. Ne parlerò col dg Gardini, tanto ormai gli incassi sono talmente bassi...».
È solo un'impressione o il suo progetto triennale si sta sgretolando. «No, bisogna soltanto essere più accorti sul mercato. Mi hanno ucciso certi ingaggi fuori dal mondo che sono stati fatti ad alcuni giocatori».
Punta l'indice sui suoi dirigenti? «Ma no, roba del passato. Come gli 800mila euro netti a Tavano per 4 anni, o il prolungamento del contratto ad alcuni giocatori che adesso non riusciamo a vendere».
Novellino però chiede 3-4 rinforzi di qualità. «Novellino deve stare calmo. È inutile che chiami Signorelli una volta al giorno, decido io come si fa il mercato».
E se Novellino non ci sta? «Ci sta Novellino, ci sta. Ha letto cosa ha detto Galliani un paio di giorni fa? Che il mercato si fa gli ultimi 10 giorni di agosto».
Sotto questo profilo Galliani è un dilettante, lei lo fa già da diversi anni... «Io non mi faccio prendere per la gola da nessuno. Novellino stia calmo e vedrà che alla fine porteremo a casa i giocatori che vuole lui».
A partire dalla prima punta? «Guardi, secondo me non c'è bisogno di una prima punta. In serie B nessuno ha una coppia forte come la nostra: Dionisi-Paulinho».


