Livorno, Novellino: "Un grande secondo tempo"
Non si può certo dire che Walter Novellino sia prevedibile come il suo Livorno. Sentite e valutate il suo commento a fine partita.
Mister, non ci siamo. «Solo sfortuna. Meritavamo molto di più».
Solo sfortuna è un po' limitativo, non crede? «Il primo tempo non mi è piaciuto molto, ma poi abbiamo disputato una grande ripresa e meritavamo il gol».
Grande ripresa? «Sì. E non capisco questo pessimismo. Se avessimo fatto un gol prima del Modena, adesso saremmo qui a parlare di una grande prestazione».
Scusi mister, ma non abbiamo mai neanche rischiato di passare in vantaggio... «Non è vero. A parte che c'era un rigore per noi per il fallo su Schiattarella. Ma poi abbiamo avuto 3-4 palle gol e sarebbe bastato un niente per passare. Evidentemente vediamo le partite in modo diverso».
Probabile. «Ma io vado a dritto per la mia strada, sono fiducioso e non ho niente da imputare ai miei ragazzi».
Ci spiega la mossa di Luci trequartista a inizio partita? «Luci sa giocare anche in quel ruolo, poteva essere il trampolino per Tavano e Dionisi. Non credo certo che il Livorno abbia perso per questa scelta».
Come mai, sullo 0-0, ha tolto prima Dionisi e poi Luci? «Ho tenuto in campo Tavano perché da lui ti puoi aspettare sempre un guizzo. E poi avevo bisogno di un giocatore che restasse largo, per sfruttare Cellerino e Belingheri, le torri che avevo inserito».
Ma è inutile inserire le torri se nessuno crossa. Perché D'Alessandro solo al 35' della ripresa? «Perché nel secondo tempo eravamo già padroni del campo e dovevo pensare anche agli equilibri tattici. Io comunque sono soddisfatto degli effetti delle sostituzioni, hanno cambiato in meglio la partita».
Mah. Scusi, ma Cellerino cosa ha cambiato in meglio? «Cellerino è un ragazzo che sta crescendo e da qui a fine stagione sono sicuro che potrà darci una mano».
Aveva detto: «Adesso abbiamo nove finali». Non ci sembra che lo spirito del primo tempo sia stato da finale.
«Era un problema tattico. Non eravamo padroni del campo e così la squadra faceva fatica a entrare in partita».
In casa succede spesso. «Non esiste un problema relativo alle partite in casa. Ci manca solo la serenità in zona gol».
Ha sentito la contestazione a lei e alla squadra? «L'ho detto, secondo me c'è troppo pessimismo in giro e non so da cosa dipende».
Lei va avanti. «Certo. Vado avanti e conservo il mio ottimismo. Mancano otto partite, può succedere di tutto. Quando vado al ristorante sono abituato a pagare il conto alla fine, non prima».


