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Livorno, il caso Tavano

Livorno, il caso Tavano TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
martedì 26 aprile 2011, 00:00Livorno

Il cartellino di Francesco Ciccio Tavano viene acquistato dal Livorno durante la finestra estiva di calciomercato che precede la stagione 2007-08, il costo della trattativa, dopo un lungo tira e molla, si attesta attorno ai 6 milioni e mezzo di euro. Il primo giorno del mese di luglio 2007 viene data l’ufficialità. Si tratta dell’operazione più onerosa effettuata dalla gestione Spinelli alla guida del Livorno, nonché di un grande investimento se si pensa che allo stesso prezzo il Napoli acquista nello stesso anno un certo Ezequiel Lavezzi. L’attaccante casertano è reduce da un lieve riscatto con la maglia della Roma, ove segna solo due reti in quattordici presenze pur giocando spesso nel ruolo di esterno sinistro, dopo il flop registrato nel Valencia che ne aveva acquistato le prestazioni per la tonda cifra di 10 milioni di euro dall’Empoli.

La città di Livorno accoglie inizialmente lo sforzo economico esercitato dalla società con entusiasmo, per il nuovo acquisto viene riesumata dalla bacheca dei ricordi la prestigiosa maglia numero 10 che era stata ritirata con la fine dell’attività agonistica dell’idolo locale Igor Protti.

In tanti sognano grandi cose al pensiero di veder giocare assieme Tavano e Cristiano Lucarelli, un tandem di tutto rispetto per affrontare al meglio la Serie A.

Tuttavia la gustosa aspettativa impiega ben poco tempo per andare dissolta: il capitano viene ceduto agli ucraini dello Shakthar Donetsk, scatenando le ire dei supporter e venendo sostituito sul mercato in maniera inadeguata da uno stagionato Diego Tristàn, ex stella del Deportivo La Coruna e della Nazionale spagnola.

Tavano si impone nel girone d’andata segnando nove reti ma si inceppa nel ritorno siglandone una soltanto, egli si rispecchia un po’ nell’andamento della squadra che scivola nelle ultime posizioni e subisce l’onta della retrocessione dopo tre anni di permanenza nella massima divisione.

La retrocessione tuttavia ha il pregio di permettere l’ascesa dell’attaccante che diviene nella stagione 2008-09 il giocatore più rappresentativo della squadra: capocannoniere con 24 reti e capitano della selezione amaranto. Il giocatore è acclamato dalla folla, assieme ad Alessandro Diamanti, dopo la conquista della promozione contro il Brescia nella finale dei play-off.

L’ottimo rapporto con la tifoseria si incrina tuttavia negli anni successivi a causa dei pessimi risultati raccolti dalla squadra, nuova retrocessione e campionato anonimo in Serie Bwin, Tavano da idolo diventa oggetto di pesanti critiche, non sempre meritate.

Nonostante la sua volontà iniziale di restare a vita a Livorno, come riferisce in un intervista alla Gazzetta dello Sport il 1° agosto 2009 dal luogo del ritiro estivo, resiste alle adulazioni delle sirene catanesi, che in cambio sembrano pronte ad offrire il promettente Mirko Antenucci, ribadendo la sua decisione di rispettare almeno la scadenza del contratto prima di lasciare la città. Questo accade quando la squadra è appena retrocessa.

Lo scenario non cambia neanche durante il mercato invernale, quando il Livorno sembra mostrare grossi segni di cedimento e comincia a dimostrare serie difficoltà per un eventuale approdo ai play-off, la società respinge al mittente le offerte di Chievo, Siena, Brescia, Cesena ed anche quella dello Spezia che vorrebbe Ciccio come protagonista in un progetto di rilancio.

Il capitano ammette più volte di attendere una chiamata dalla società per un eventuale rinnovo di contratto, ne segue un’estenuante fase che non sembra portare a niente.

L’ultima tappa conosciuta di questa lunga trattativa interna reca la data 11 gennaio 2011 e porta la firma di Aldo Spinelli in persona, il quale ad un’intervista al quotidiano Il Tirreno, dopo la vittoria maturata a Frosinone, ammette che il miglior acquisto della sessione invernale è da considerarsi il rientro di Tavano dall’infortunio, quindi conferma la volontà del giocatore di rimanere e quella societaria di non venderlo. Per quanto riguarda il contratto afferma testualmente che “ho intenzione di rinnovargli il contratto”. E ancora: L’ho appena finito di pagare, figuriamoci se lo faccio andare altrove proprio ora. Voglio tenermelo almeno due o tre anni”.

Dopo questo intervento pubblico, il nulla.

Diviene lecito indicare come un poco ambiguo l’atteggiamento adottato da parte della società nella questione Tavano. Non potendo rispondere con i fatti, concluderemo con due logiche domande, alla luce di quelli che possono essere i finali possibili del rapporto di lavoro tra Livorno e Tavano, visto che il giocatore non è stato ceduto entro il 31 di gennaio e che non è stato attualmente blindato da un contratto. Il rischio di un accordo con trasferimento a parametro zero è un’opzione più che possibile, forse la più reale viste le sempre più crescenti contestazioni da parte della tifoseria nei confronti dell’attaccante di Caserta che forse non hanno mai apprezzato veramente.

Quindi chiediamo. Perché le trattative hanno subito questa brusca frenata e sono passate sotto silenzio? Quale senso può avere, soprattutto nelle strategie di una società sempre attenta all’attivo del bilancio, cedere un giocatore che si è pagato moltissimo per perderlo senza ricavarci neppure un solo euro?

Fonte www.amaranta.it