Livorno, evitiamo un altro teatrino
Aldo Spinelli è in silenzio. Brutto il capitombolo contro il Crotone al "Picchi", ancor di più la contestazione dell'ala dura della tifoseria che lo ha invitato esplicitamente a dimettersi. Quando Eramo ha chiuso i conti col 2-0, il presidente ha lasciato lo stadio inviperito contro non si sa chi e da allora nessuno lo ha più sentito. Sicuramente rimuginerà, rifletterà su questa stagione che sta andando al di sotto delle aspettative minime di luglio, ripenserà magari a quello che poteva essere stato diverso il torneo con un calciomercato (specie quello di gennaio) basato più sulla qualità che non sul risparmo e se davvero Novellino lo stia soddisfacendo tanto più che il vincolo contrattuale col mister scadrà tra oltre un anno. Ma la cosa che soprattutto si teme è che a giorni possa cominciare l'ennesima puntata della tiritera "lascio-resto" che purtroppo periodicamente e persino in questa stagione diventa il tormentone fino a luglio di Spinelli, con conseguente sfornata di nomi di imprenditori o di cordate che poi vengono sistematicamente smentite o che si ritirano quando sentono con le proprie orecchie le condizioni di vendita. Intanto si perderebbero mesi fondamentali per la costruzione della squadra versione 2011/12 e si arriverebbe a luglio con un gruppo zoppo, chiedendo al mister di fare i miracoli col materiale che ha e per poi arrivare alla conclusione che alla fine il patron rimane lui anche a questo giro.
Niente in contrario, ma comunque vorremmo evitare che si riproponessero i soliti tira e molla che da un lato illudono e dall'altro annoiano i tifosi amaranto. Spinelli è umorale e può darsi che tra qualche ora lo si risenta carico a sbandierare un futuro magnifico e progressivo per il Livorno Calcio e comunque c'è da capire quanto lui possa ancora dare alla causa amaranto e pure tirare in ballo il binomio porto-calcio ci porterebbe molto lontano forse. Il fronte pro-"sciù" non è poi così granitico come lo era anche dopo la retrocessione di un anno fa, perché il campionato attuale ha distrutto le resistenze anche di qualche irriducibile; chi invece è sempre stato tra gli "oppositori" paventa un ritorno nella ex serie C in tempi nemmeno troppo lunghi, momento in cui il presidente se ne andrà facendo cassa su tutto ciò che può avere valore. Barometro verso il pessimismo? Di certo il consenso granitico di una volta non c'è più, ma Spinelli è l'unico che può risollevare l'umore della tifoseria se solo volesse, con un progetto che sia davvero ambizioso che preveda investimenti e programmazione. Una domanda però: quante volte ci siamo trovati a sperare in una svolta del genere?


