Triestina, avanti con Iaconi
Il presidente Fantinel ha deciso di proseguire sulla linea più volte confermata: sarà Iaconi a cercare di raddrizzare una nave decisamente sbandata. Del resto il numero uno della Triestina aveva ribadito il concetto più volte: fiducia nell’operato del tecnico sia dopo il rovescio di Cittadella che dopo la sconfitta con il Torino. La resa di Vicenza ha solo affossato la situazione sul piano emotivo e non le possibilità dell’Unione di risollevarsi. L’a tteggiamento della squadra nel primo tempo, quello sì, ha destato più di qualche perplessità. Qualche dubbio sulla gestione di questa difficile fase anche da parte del tecnico c’è soprattutto nello staff che attornia il presidente. Ma Fantinel, dopo aver sbagliato su questo fronte in più circostanze nella passata stagione, ha scelto di percorrere la via più logica. Quella peraltro condivisa anche dall’opinione pubblica. Se è vero che la gran parte dei guai della Triestina precipitata all’ultimo posto della classifica sono legati agli infortuni e alla mancanza di alcune pedine (a causa di un mercato incompleto), allora la conseguenza è che Iaconi possa proseguire il suo lavoro. Davanti peraltro ci sono tre settimane per recuperare energie (anche nel ritiro di Malta) e ricostruire la psiche di un gruppo apparso nelle ultime uscite piuttosto sfiduciato. Fantinel sa che ora deve dare mandato al diesse Prisciantelli di gettarsi su un mercato complesso, non solo per le risorse a disposizione. La dirigenza insomma si sta muovendo anche se non si sa ancora in quale direzione. È certo che la società vuole mettere a disposizione del tecnico almeno tre giocatori: un difensore centrale per fare fronte alla prolungata assenza di Scurto (che ha praticamente finito la stagione), un centrocampista in grado di fornire un’alternativa a Lunardini e Filkor e una punta, che poi è il vero tallone d’Achille e non solo da questa stagione. Non sarà facile raggiungere gli obiettivi adeguati. I giocatori in grado di inserirsi subito e quindi di incidere sul rendimento della squadra sul mercato italiano sono pochi e costano parecchio. Quello straniero è più percorribile ma riserva non poche incognite. E poi, nonostante la buona fama della Triestina e di Iaconi, la posizione di classifica non rende particolarmente appetibile la piazza a meno che la società non proponga contratti biennali. Per questi motivi la situazione rischia di sbloccarsi soltanto nell’ ultima settimana di gennaio. Un rischio che la Triestina non si può permettere. Fantinel (assieme al diesse) dunque dovrà spendere, oltre che denari, tutti i buoni rapporti (con Chievo, Parma, Cagliari) costruiti con alcuni presidenti di B e di A. Il presidente non può più sbagliare anche perché pubblico e tifosi hanno perso la pazienza.
E nessuno francamente può dar loro torto.


