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RdC - Reggiana, Nesta: "Se c'è continuità resto"

RdC - Reggiana, Nesta: "Se c'è continuità resto"TuttoB.com
Nesta
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 15 maggio 2024, 08:50Reggiana
di Marco Lombardi

"Nesta: 'Se c’è continuità resto'", titola il Resto del Carlino. 

Il mister granata: "Qui sto bene e c’è tanta passione. Non sono Richard Gere, sono di Collevecchio"

Il mio futuro? Parlerò con Goretti e il presidente e lo saprete presto. Io cerco continuità, nessuno pretende una squadra per la Serie A e non chiedo di aumentare il budget, anzi: non lo voglio nemmeno sapere. Per cercare di farvi capire quello che intendo, vi faccio un esempio: se mi dicessero che ho la possibilità di allenare gli stessi ragazzi di quest’anno, con 3-4 innesti, firmerei per cinque anni". Alessandro Nesta ‘apre’ alla Reggiana in maniera inequivocabile, passando la palla – di fatto – nelle mani del club. Certo, il rinnovo di contratto che è scattato con la salvezza sancisce già l’accordo tra le parti, ma il calcio è materia fluida e i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.

Mister Nesta, comprendiamo il suo discorso, ma i tanti ‘prestiti’ implicano che la continuità sia difficile da perseguire. Poi si aggiungono le voci che accostano il suo nome a realtà anche di A, come il Monza…

"Chi pensa che io voglia andare per forza in Serie A si sbaglia, so che devo migliorare e non ho mai cercato scorciatoie. Se un giorno lo meriterò mi farà piacere, ma oggi prendo come esempio il Catanzaro: hanno seguito un’idea tecnica precisa e sono cresciuti. Io qui sto bene: sono in un posto bellissimo, con uno stadio magnifico e tanta passione. Non sono mica Richard Gere, sono originario di Collevecchio, un paesino in provincia di Rieti e da Miami voglio portare via pure i miei figli che stanno diventando troppo americani…".

In quale aspetto professionale ritiene di essere cresciuto maggiormente?

"Nella gestione dei momenti difficili, quelli che sapete e quelli che non sapete. Una volta avrei fatto casino e avrei mandato tutti a quel paese, in questa stagione invece credo di aver creato un’armonia che c’è stata tutto l’anno. Sentivamo le difficoltà, ma nessuno ha perso la testa".

Quali sono i giocatori che l’hanno sorpresa di più?

"Parlo dei giovani, a Cigarini cosa devo spiegare? È lui che spiega a me…Marcandalli mi ha dato gusto perché un cavallo del genere non è facile da trovare: negli ultimi 2 mesi ha limitato gli errori ed è stato dominante contro tutti. Bianco è arrivato che era già a posto, ma anche per il carattere, basta sentirlo parlare. Anche con Edo Pieragnolo abbiamo fatto un bel percorso".

Portanova ha chiuso in crescendo pur tra alti e bassi. Come giudica il suo campionato?

"Manolo è un giocatore molto forte. Non è facile trovargli una collocazione in campo perché vive d’istinto, ma ha dei colpi di livello superiore. Non mi sorprende che abbia avuto alti e bassi perché chi non lo conosce magari lo vede come un duro, ma in realtà è il ragazzo più buono del mondo ed è chiaro che tutte le voci e gli insulti presi negli stadi un po’ lo abbiano condizionato. Nonostante tutto è stato determinante, il suo gol a Palermo vale tantissimo".

[...]. 

Quali sono gli errori più evidenti che ha commesso?

"Sicuramente all’inizio ho sottovalutato Rozzio e poi anche Libutti che quando ha giocato con Palermo, Modena e Parma è stato impeccabile. In generale sono andato avanti con le mie convinzioni. Anche a Palermo non ho cambiato e se avessi perso magari mi avrebbero cacciato, ma credevamo in quello che stavamo facendo".

Qualcuno le ha fatto i complimenti?

"Patron Amadei che è una persona speciale, d’altri tempi come valori, ma molto moderno per come si rapporta. E poi qualche amico come Adani, Cassano e De Rossi che mi hanno scritto dopo il derby col Modena".