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Promozione, le feste di Lecce e Cesena

Promozione, le feste di Lecce e Cesena
martedì 1 giugno 2010, 12:06Rassegna stampa
di Francesco Rossi
fonte repubblica.it

Grande entusiasmo per il ritorno nella massima serie in Salento e in Romagna, dove però Bisoli sta per imitare Mou: lo aspetta il Cagliari. Il giallorosso Moroni: "Anticipati anche i tempi della promozione". Campedelli, presidente bianconero: "Questa società ha una storia, abbiamo fatto ripartire il motore..."di GIANLUCA STROCCHI

Hanno tagliato un traguardo prestigioso come la promozione in serie A e hanno giustamente festeggiato fino a tarda notte. E le celebrazioni a Lecce e Cesena, per il ritorno nel massimo campionato, andranno avanti di certo ancora per giorni. Se i salentini, dunque, ritornano sul palcoscenico calcistico principale dopo solo un anno di purgatorio in B e una splendida cavalcata che li ha visti ipotecare il primo posto con largo anticipo, i bianconeri di Romagna firmano invece un memorabile 'douplete', passando dalla Prima Divisione alla A nel giro di due anni, guidati da quel condottiero che risponde al nome di Pierpaolo Bisoli, ora prossimo a imitare Mourinho: lo aspetta il Cagliari di Cellino, dove da giocatore ha raggiunto la semifinale di Coppa Uefa (Beretta e Ficcadenti in pole per sostituirlo).

MORONI: "ANTICIPATO I TEMPI" - I festeggiamenti a Lecce erano pronti da tempo (compreso il bus scoperto per l'abbraccio dei tifosi alla squadra in passerella), ma erano stati rinviati dalla frenata dei giallorossi nelle ultime giornate. Poi ieri a 'Via del Mare' il punto della certezza con il Sassuolo. "E' il nono campionato di A che facciamo nella nostra gestione, ma non ci si rende mai conto quanto è importante essere promossi dopo un anno di B - sottolinea con soddisfazione Mario Moroni, vicepresidente vicario del Lecce, intervenuto a Radio Anch'Io Lo Sport su Radiouno - e questa è la quinta volta che ci riesce. L'entusiasmo è stato enorme, è stata la più bella promozione perché siamo arrivati primi, c'è stata la coppa e un entusiasmo incredibile. Era il nostro obiettivo, ma avevamo avviato un progetto quadriennale con De Canio e abbiamo un po' anticipato i tempi. Ci siamo riusciti giorno dopo giorno con il lavoro e un gruppo che ci crede ancora di più. Ora speriamo di proseguire in questo cammino così ben intrapreso da De Canio e dai ragazzi".

ATTENZIONE AI COSTI - Per ben figurare nella massima serie ci vogliono idee chiare e attenzione ai giovani. "Nonostante noi abbiamo grande attenzione ai bilanci, il fair play finanziario è auspicabile - il giudizio di Moroni -, siamo ancora lontani da questo equilibrio, che in B è impossibile avere. In serie A potremmo raggiungerlo ma non si possono fare spese folli. Noi possiamo puntare su giovani di talento non ancora scoperti dai grandi club. Il nostro obiettivo è dare stabilità facendo molta attenzione ai costi. Il criterio di ripartizione ci suggerisce di essere molto accorti, All'estero c'è qualche buona opportunità e cercheremo di coglierla, ma non si può scialare. La serie B in futuro a 20 squadre? E' auspicabile anche questo ma non risolve il problema, bisogna contenere i costi visto che i proventi sono quelli che sono. Con 7-8 milioni l'anno diventa sempre più dura. Noi quest'anno abbiamo dovuto ricapitalizzare".

CAMPEDELLI: TUTTA LA ROMAGNA IN FESTA CON NOI - Non poteva farsi davvero regalo migliore per il 70° compleanno appena festeggiato il Cesena, che ha celebrato la promozione in A dopo quasi 20 anni (ultima volta nel maggio del 1991) ieri sera allo stadio Manuzzi di ritorno dal successo a Piacenza, che è valso il sorpasso in extremis al Brescia, ko a Padova. "Un'intera Romagna ieri era allo stadio, tutti hanno fatto festa, anche i paesi vicini - evidenzia il giovane presidente Ivan Campedelli, anch'egli in collegamento con Radio Anch'io lo Sport -. Il futuro di Bisoli? Col mister parleremo in questi giorni e come abbiamo sempre fatto con grande schiettezza affronteremo il discorso, per ora non c'è nulla di deciso. Per sette anni è stato un leader a Cagliari, posso capire i suoi sentimenti".

IL CHIEVO? UGUALE SOLO NOSTRO COGNOME - Qualcuno fa notare che il cognome del presidente romagnolo è uguale a quello del Chievo... "Noi come il Chievo? "Mio figlio si chiama Luca Campedelli. Io eredito una società che di storia ne ha fatta, mentre Luca Campedelli ha costruito tutto, una società e un modello ancora lontano dal nostro, che nasce da solo. Abbiamo festeggiato un mese fa 70 anni -aggiunge il numero uno del Cesena - e abbiamo 10 campionati di A alle spalle, era difficile rimettere in moto questo motore, ma la storia Cesena ce l'ha. Ci muoveremo sicuramente con prudenza, arriveranno entrate maggiori, ma il campionato di serie A sarà più dispendioso. Proseguiremo la politica accorta, quella dei giovani, perché Cesena può rappresentare per tutti un trampolino di lancio, non snaturiamo la natura di questa società e di questa piazza".

DAL PADOVA UN DOPPIO SORRISO - Infine un pensiero anche a un avversario che è stato un jolly per il Cesena. "Mi mancherà il Padova perché in due anni indirettamente ci ha regalato un paio di sorrisi, lo scorso anno pareggiò con la Pro Patria e quest'anno ha fermato il Brescia. Speravamo in un loro risultato positivo - conclude Campedelli, che venerdì sera farà festa con il Panathlon al Mare e Pineta di Milano Marittima - ma eravamo concentrati su noi