Tanti bomber, due soli re
Se non ci fossero i bomber, il calcio non sarebbe IL CALCIO. Il goal trasforma i sogni dei tifosi in realtà, il goal è un orgasmo calcistico, il goal può essere fatto volgarmente da chiunque ma soltanto alcuni hanno il privilegio di possederli. Si, possederli. Ci sono giocatori che sanno quando devono fare goal,dove arriverà una palla sporca, come trasformare il piombo in oro.
In questa Serie B ce ne sono stati tanti, tutti affascinanti perchè tutti con storie diverse. Dal capocannoniere Mancosu che con i suoi 26 goal a quasi 30anni è riuscito a sfondare nel calcio che conta ma non ha portato il Trapani ai playoff all'airone Caracciolo che continua a metterla dentro ma continua a non essere supportato dal Brescia, dai 19 goal del salva Ternana Antenucci e di un commovente Pavoletti alle marcature sparse della coperativa del Palermo che con i 14 goal di Hernandez, gli 11 di Lafferty e i 10 di Belotti ha finalizzato il lavoro di una squadra che era troppo superiore alle altre, dal talento mostruoso di Babacar che è il vice-pichichi del torneo al sinistro vellutato di Federico Bernardeschi.
Difficile scegliere fra tutti questi goleador, ma forse due, più di tutti gli altri, hanno determinato le sorti della loro squadra. Uno si chiama Ciccio Tavano ed è vicino alla quarta promozione in Serie A in carriera dopo 15 anni a metterla dentro da ogni posizione, quasi sempre con la maglia dell'Empoli.
Il secondo ha un nome un po' più lungo: si chiama Jonathas Cristian de Jesus Mauricio e per clamorosi errori comportamentali ha saltato il rush finale con il suo Latina dei miracoli. I suoi 14 goal non sono neanche troppi e allora perchè ergerlo nell'Olimpo dei bomber? Perchè ogni suo gesto, ogni sua giocata, ogni suo pensiero è stato fondamentale per creare la favola più bella del campionato, forse una delle più belle della storia della serie B.
E se l'Empoli di Ciccio dovesse fallire il suo match point, in Serie A ci andrebbe proprio il brasiliano. Non ci sono dubbi, sono loro gli imperatori del goal.


