Juve Stabia, Abate mastica amaro: "Meritavamo di più col Frosinone"
È un Ignazio Abate travolto da un turbine di emozioni quello che si presenta nella sala stampa dello stadio "Menti". La sconfitta interna contro il Frosinone ha un sapore dolciamaro: da un lato c'è la certezza matematica del settimo posto che spalanca le porte dei playoff, dall'altro il rammarico per una prestazione dominante che avrebbe meritato ben altro esito. "Ho tanti pensieri nella testa", esordisce il tecnico delle Vespe, faticando a nascondere quella punta di amarezza tipica di chi vive il calcio con viscerale passione. "Faccio i complimenti alla squadra perché siamo matematicamente settimi, ma dispiace perdere dopo una prova del genere. Meritavamo di giocarci il sesto posto all’ultima giornata e volevamo regalare una gioia ai nostri tifosi, che non smettono mai di sostenerci".
Secondo l'analisi dell'allenatore, quella contro i ciociari è stata una delle migliori espressioni di calcio della sua gestione, specialmente per il coraggio mostrato contro un avversario di caratura superiore. Abate sottolinea come, ai punti, il verdetto del campo sia stato bugiardo: "Ai punti meritavamo di vincere, non posso chiedere nulla di più ai ragazzi se non di fare gol, perché quando vai in vantaggio le partite cambiano radicalmente". Un ruolo chiave nell'interpretazione del match lo ha avuto Cacciamani, pedina fondamentale per attuare quella pressione asfissiante che ha messo in crisi la costruzione del Frosinone. "Quando andavamo a morderli alti li mettevamo in seria difficoltà", spiega il mister, aggiungendo che l'organizzazione e la qualità del gioco sono stati il vero valore aggiunto di uno spettacolo che ha divertito anche gli spettatori neutrali.
Il tecnico ripercorre poi le tappe di una stagione nata tra le incognite di un gruppo giovanissimo e cresciuta fino a diventare una splendida realtà. Il segreto è stato il tempo: "Siamo cresciuti strada facendo, dopo qualche giro a vuoto iniziale. Era fondamentale creare una mentalità nel gruppo prima di poter raccogliere i frutti nel gioco". Questo percorso ha portato a una consapevolezza nuova, evidente soprattutto nel rendimento esterno. Se nel girone d'andata la Juve Stabia soffriva di "mal di trasferta", il ritorno ha mostrato una squadra capace di adattarsi rapidamente alla categoria, con molti interpreti maturati sotto la guida di Abate. "Sono felice perché i giovani sono cresciuti tanto", ammette il tecnico con orgoglio, paragonando questa evoluzione a quella dei protagonisti del Frosinone nella passata stagione.


