EMPOLI, SALVATE IL SOLDATO CORALLI
Un pallone che chiede solo di essere spinto in rete ma che, incredibilmente, finisce in curva. Un gol fatto che diventa uno spreco colossale e il mondo che ti crolla addosso. Già, perché Claudio Coralli non riesce a darsi pace per quello che gli è successo contro il Torino. Anche a distanza di ore continua a rivivere quei brutti momenti. Ha avuto una crisi di pianto a fine gara, il centravanti, e confessa di non aver dormito per tutta la notte («ho preso sonno solo al mattino»). Un autentico incubo, insomma. E poco importa se compagni e tecnico hanno provato a "salvarlo" (proprio come il soldato del celebre film di Spielberg) nel dopo partita. «Li ringrazio - spiega l'attaccante - e soprattutto mi scuso con tutti loro. Con i miei compagni, che mi hanno sommerso di sms d'incitamento, con il tecnico, anche se francamente non credo che lui in carriera abbia mai sbagliato gol come il mio, e con i tifosi, che non mi hanno fischiato neanche dopo quell'incredibile errore».
Ma cosa è successo?
«Non lo so. Ighli (Vannucchi, ndr) mi ha dato una palla splendida. Bastava spingerla in rete e io ero convinto di farlo. Forse troppo. Pensavo già a festeggiare un gol importante e ho commesso un errore gravissimo. Non mi era mai capitato, in carriera, di fallire un'occasione così grossa».
Ma la palla ha avuto un rimbalzo strano?
«Macché. Era perfetta, data giusta e al momento giusto. Sono stato io a sbagliare. E' tutta colpa mia. Come è colpa mia se abbiamo perso questi tre punti».
Due punti: è finita 0-0.
«Per me è una sconfitta. La mia sconfitta».
Ora non esageri: capita di sbagliare.
«Non di sbagliare un gol così. Sono distrutto. Mi sento come se mi fosse passato sopra un treno. Cerco di non pensarci, ma finisco per pensarci continuamente».
Ma c'è chi ha sbagliato più di lei: l'arbitro.
«Vero. Il rigore su Fabbrini c'era; a Angella ha annullato un gol dicendo che io avevo fatto fallo, ma vi giuro che ero rimasto immobile. Però io penso soprattutto al mio errore».
Eppure dovrà dimenticarlo.
«Sarà dura. Ma ci proverò a Crotone. Ora devo farmi perdonare coi fatti».


