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Empoli: L'ex Martusciello crede nel miracolo

Empoli: L'ex Martusciello crede nel miracolo
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Sandro Oliano
lunedì 16 novembre 2009, 09:52Empoli

Dalla Maratona si levavano al cielo le mani e la voce del coro dei tifosi scandiva il ritornello di una celebre canzone di Renato Carosone. Ma il protagonista non era "'O Saracino" ma il numero dieci del centrocampo dell'Empoli dei miracoli targato Luciano Spalletti. E la strofa, che ha fatto il giro degli stadi di tutta Italia, era questa: "O Martusciello, bellu guaglione, o Martusciello tutta Empoli fa''nnammurà". Da allora è passato più di un decennio. Cinque anni fa il celebre centrocampista di Ischia ha smesso i panni del calciatore per intraprendere una nuova avventura. Per tre anni, infatti, Giovanni Martusciello è stato braccio destro di Ettore Donati in Primavera, prima della promozione nello staff di Salvatore Campilongo, dove ricopre l'incarico di collaboratore tecnico. Per alcuni versi è stato come tornare all'antico. Il cuore del guerriero, in astinenza dal campionato cadetto da alcuni anni, è tornato quasi a palpitare come un tempo. «Da fuori - racconta - non si vivono le stesse emozioni di un calciatore. Ma ammetto che essere tornato a contatto con la prima squadra mi ha riportato indietro di qualche stagione. Tanto che quando rientro a casa mia moglie mi chiede se non sia tornato a giocare. Perché a volte è difficile digerire una sconfitta, anche se non scendi in campo».

L'ex centrocampista fa parte di uno staff che parla tutto campano. «È anche un vantaggio - ammette Martusciello - sia mister Campilongo che il vice Di Napoli vengono dalla mia terra. E in alcuni casi, anche un semplice gesto o una parola in dialetto, può bastare per capirci con tempestività». Un'esperienza in prima squadra, dove Martusciello ha anche compiti che vanno al di là del lavoro sul rettangolo verde. «In questo ruolo - continua - rientra anche quello di dare un piccolo sostegno psicologico ai giocatori, o raccogliere qualche confidenza. Ho la fortuna di lavorare in uno staff competente in cui si riesce a imparare molto».

Ottimo è anche il rapporto con Campilongo. «Ha la stoffa giusta per sfondare - prosegue - per me è stato uno degli idoli di quando ero giovane, visto che era un attaccante che segnava valanghe di gol. È meticoloso e molto preparato nel lavoro Alcune volte sembra avere la testa tra le nuvole, tipica dei grandi allenatori. Parli e pensi che non ti stia ascoltando, ma in realtà sta valutando anche altre cose. A chi assomiglia? Non saprei. Gli posso solo augurare di poter ripetere i successi di un mio maestro che è stato Luciano Spalletti».

Intanto anche Martusciello sta studiando da mister. «Non scarto questa possibilità - prosegue - anche se alcuni anni fa avrei detto sicuramente di no, mentre oggi la penso diversamente. Per il momento, però, ho solo voglia di imparare. Quando sarà il momento giusto valuterò il da farsi». Ma non poteva mancare anche un elogio allo sforna-talenti Ettore Donati. «Con lui ho preso parte ad un'esperienza fantastica in Primavera - prosegue - ovviamente quando sei in un settore giovanile cambiano gli obiettivi. Si predilige più la crescita dei ragazzi, che non i risultati. Cosa che diventa determinante in prima squadra. E non è un caso che l'Empoli sia un serbatoio continuo, che ogni anno riesce a lanciare tanti giovani di qualità con un lavoro mirato. Come sta avvenendo anche quest'anno». Martusciello si dice fiducioso per la stagione in corso, che sta regalando importanti soddisfazioni a Campilongo e soci. «E pensare che ancora non siamo scesi in campo in trasferta - scherza - mentre in casa siamo riusciti a fare grandi risultati. Questo gruppo ha enormi margini di miglioramento».

Fonte iltirreno.it

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