Empoli, il Presidente Corsi: A Salerno abbiamo peccato di egoismo
Presunzione o sfortuna? Il ko di Salerno ha aperto questo interrogativo in casa Empoli, con Sasà Campilongo che sceglie la prima strada e tira le orecchie ai suoi e capitan Vannucchi che opta per la seconda opzione e difende il gruppo. Non è una rottura, sia chiaro, e neanche niente di simile. Solo due letture diverse, profondamente diverse. Ma c'è anche una terza via, che forse può mettere tutti d'accordo. E' quella che, a 24 ore dallo scivolone, viene tracciata dal presidente Fabrizio Corsi. Una posizione, cioé, che abbraccia sia fatalismo che rammarico.
«Ho notato anch'io - spiega Corsi - che tecnico e capitano hanno letture diverse. Non entro nel merito delle loro analisi, ma mi preme sottolineare che gare come quella di martedì, giocate così, normalmente si vincono».
Dunque sfortuna?
«C'è stata. Come ora c'è il rammarico perché non abbiamo vinto contro un avversario alla portata. Credo che le altre big del campionato, se non ci saranno stravolgimenti a gennaio, andranno a Salerno a prendersi tranquillamente i tre punti».
Tirando le somme?
«In definitiva sono dispiaciuto. E' vero che, con un paio di cambi, la Salernitana aveva inserito forze fresche a centrocampo creando qualcosina, ma il gol di Caputo è arrivato quando dovevamo essere avanti di tre gol».
Cos'è che le è piaciuto meno?
«Alcuni episodi di egoismo, in cui abbiamo scelto di calciare in porta, magari anche da posizione defilata, invece che servive un compagno meglio piazzato: questa è una cosa grave, ma su cui possiamo lavorare. Per il resto, invece, non drammatizzerei: nel calcio succede di perdere gare che meritavi ampiamente di vincere».
Però c'era l'occasione di isolarsi al secondo posto.
«E' vero, ma il campionato è ancora molto equilibrato e può succedere di tutto. Quindi non bisogna piangersi addosso ma pensare alla sfida col Vicenza. L'importante, insomma, è continuare a lavorare e proseguire sul percorso di crescita iniziato dall'estate e che, ad esempio, ci ha portato a concedere molto meno agli avversari nelle ultime esibizioni. Certi errori commessi a Salerno, insomma, sono legati anche all'inesperienza e quindi possono essere risolti».
Magari anche col mercato di gennaio.
«Ancora non c'è stato il tempo di confrontarsi per capire se e dove intervenire. Però penso che l'Empoli possa crescere più col lavoro quotidiano che col mercato».


