Fantinel: "Ora vedo la mia Triestina
Sa che in questa stagione sono stati commessi molti errori. Anche dalla società. Ma ha annunciato di volerne parlare a fine corsa. Ora deve vivere il finale di campionato con il fiato sospeso ma soltanto un paio di mesi fa aveva ipotizzato quota 54 come il bottino necessario per la salvezza della sua Triestina.
"Beh, alla fine dei conti serve qualcosina in meno - dice il presidente Fantinel -. Diciamo 53, anche perché a 52 non possiamo più arrivarci".
È ovvio che lei creda in un’impresa a Frosinone. Ma i ciociari non hanno la salvezza in tasca.
Sono fiducioso perché la Triestina ha mostrato in questo ultimo mese una crescita sia nella testa che nelle gambe. Abbiamo capito come si devono gestire le battaglie e siamo pronti per quest'ultima sfida.
Il Frosinone può puntare su due risultati. Sulla carta è un bel vantaggio.
Io credo che la Triestina abbia il 50% di possibilità di salvarsi. Siamo stati capaci in extremis di essere ancora in corsa all'ultima giornata. Loro possono ragionare e non è detto che sia un vantaggio nell’approccio alla partita
Cos’è cambiato nella squadra in quest’ultimo periodo?
Sul piano tecnico Arrigoni ha potuto recuperare alcuni giocatori decisivi. Anche se questi ragazzi possono giocare soltanto mezz’ora hanno dimostrato di saper imprimere quel cambio di marcia che è fondamentale specie negli ultimi minuti. Sono sempre stato convinto che questa squadra avesse delle qualità.
Tutta la stagione è stata caratterizzata da alti e bassi. Si è fatto un’idea dei motivi?
Le componenti sono molte e adesso non serve analizzarle. So soltanto che in queste ultime partite ho visto l’Unione che mi aspettavo di vedere sin dalla prima parte del campionato. Una squadra aggressiva e tenace.
Il lavoro sulle motivazioni fatto da società e tecnico hanno portato qualche risultato. Perché la formula non ha funzionato prima?
La condizione atletica e la freschezza di quelli che hanno giocato poco sono un elemento nuovo. Ma il gruppo si è compattato e ha preso consapevolezza dei propri mezzi. Per questo nulla ci è precluso.
E quelli che, come lei ha detto un paio di settimane fa, hanno mollato?
«Quelli che ci credono vanno in campo con convinzione e combattono. Alcuni altri li abbiamo persi».
Il carattere è una componente decisiva anche se si dovesse andare ai play-out.
«Non penso ancora a questa eventualità. Penso a domenica. Al 96’ rifletteremo semmai sul venerdì successivo e sul sabato seguente».
Ha visto che il popolo alabardato ha risposto. Questo fa ben sperare per il futuro. Vi ha convinto a continuare il vostro progetto-Triestina?
«Del futuro ne parliamo più avanti. Non avevo dubbi sull’a ttaccamento dei tifosi alla maglia alabardata. E li ringrazio per il sostegno. I tifosi sono il valore aggiunto di questa città. È tutto il resto che manca».
La richiesta partita dalle società di serie B di penalizzare nel campionato in corso le società inadempienti non ha ottenuto risposta.
«Ieri abbiamo costituito la nuova Lega di B. Siamo convinti che chi non rispetta le regole non può iscriversi o deve essere sanzionato con effetto immediato. Senza l’intervento del Consiglio federale si rischiano a fine campionato ricorsi in tutti i gradi di giudizio da parte delle società che si sentono danneggiate».


