Arrigoni: ''Ho fiducia per domenica''
Quello di domenica sarà un autentico frullato di emozioni per Daniele Arrigoni. Il tecnico alabardato si gioca la possibile salvezza della Triestina proprio a Frosinone, una piazza dove conosce tutti e dove nel 2004 aveva compiuto un’i mpresa.
Arrigoni, è il momento della verità: che partita sarà a Frosinone?
Queste sono partite che escono fuori dagli schemi, le prepari in un modo e poi magari si sviluppano in un altro, ma ci sono abituato. Noi comunque dobbiamo pensare solo a vincere.
Questo potrebbe essere addirittura un vantaggio psicologico?
Per me è un grande vantaggio: noi i play-out li abbiamo già acquisiti, ora abbiamo un’opportunità in più per guadagnare la salvezza diretta. Gli altri invece i play-out devono evitarli, sono loro ad avere più da perdere.
L’attesa e la tensione crescono anche fra la tifoseria.
Io da domenica avrò dormito 4 ore. Capisco i tifosi e tutto l’a mbiente. Spero che almeno dormano i giocatori, che recuperino e possano fare una bella partita. Certo è incredibile come a 50 punti e una partita da giocare si rischi tantissimo, quando in altri anni a 50 si era già salvi. E con certi risultati si fanno i play-out a 52 punti.
Potrebbe esserci uno schieramento iniziale più offensivo?
Non lo so ancora, forse qualcosa potrei cambiare. Però ci devo pensare bene, perché non è una partita da andare sotto: il campionato ha detto che facciamo tanta fatica a recuperare, quindi non vorrei prestare loro il fianco. Ma è una partita strana anche per loro, più va avanti il minutaggio e più aumenterà la loro ansia. Mi dispiace solo una cosa.
Quale?
Di giocarmi tutto in una città dove sono stato benissimo e ho dei rapporti particolari. Il ds Ortoli era il capitano quando ho allenato a Pesaro, con il dg Graziani ho vinto due campionati, col presidente Stirpe c’è una grande amicizia e anche l’allenatore della Primavera è stato mio giocatore e capitano. E lì presi la squadra che era penultima in C2 e la portai alla promozione. La vita ha risvolti davvero impensabili.
Ci sarà spazio anche per un orecchio alle radioline?
Penso proprio di sì, è chiaro. È umanamente impossibile non aver voglia di sapere cosa succede sugli altri campi.
Il finale con l’Ancona ha rivelato energie inaspettate da parte dei giocatori.
Anche questo mi porta a essere ottimista: sono ormai cinque-sei partite che finiamo meglio degli avversari. Credo si tratti soprattutto di energie mentali più che fisiche, perché dal punto di vista atletico non è che abbiamo potuto fare un gran lavoro.
La classifica rispecchia il valore del Frosinone?
Se è lì con noi, dico di sì, anche se era partito con altri presupposti. Anche se in B per l’equilibrio che c’ègli episodi possono a volte cambiare una stagione. La nostra è cambiata col Brescia: avevamo fatto una grande partita, se ci davano rigore ed espulsione cambiava tutto.
Ora ha disposizione anche Siligardi: un’arma in più?
Io appena arrivato Siligardi lo misi subito in campo, poi non l’ho più avuto a disposizione. Ora può dare una mano anche entrando in corsa. Di certo mi porto dietro una panchina d’attacco con tre attaccanti, se non ne schiero tre addirittura in campo.
Dopo aver visto il Rocco contro l’Ancona, c’è ancora più voglia di restare qui il prossimo anno?
Ma io non ho dubbi su questo, lo ripeto: mi auguro di salvarmi e di rimanere perché voglio metterci del mio in questa squadra, darle un gioco e una struttura diversa. Almeno questo è quello che vorrei, poi non decido io.


