Cittadella-Brescia: I Top e i Flop
Eccoci di nuovo con l'immancabile appuntamento con i Top e i Flop di giornata per quanto riguarda il match disputato ieri al Tombolato tra Cittadela e Brescia:
TOP
Claudio Coralli (Cittadella): ecco come si deve giocare a calcio in serie B, soprattutto se la tua squadra è in inferiorità numerica. Lotta, canta, porta la croce, suda, si danna l'anima, fa salire i compagni, non fa sentire solo il compagno di reparto, aiuta a centrocampo e sopratutto segna un gran gol. Esce stremato per crampi all'87'. Insomma, un esempio da seguire. MASSIMO DECIMO MERIDIO
Alex Valentini (Cittadella): merita una nota positiva pure il portiere. Attento ad ogni azione, da sicurezza al reparto difensivo nonostante esso a metà primo tempo si ritrovi dimezzato dalle espulsioni. Si oppone egregiamente sulle pochissime occasioni create dagli ospiti. ATTENTO
FLOP
Brescia (tutta la squadra): se non è clamoroso quello che è successo in questi ultimi 180 minuti di campionato, scusate tanto ma non saprei come definirlo. Per ben due partite consecutive la squadra "allenata" da Iaconi si trova a dover affrontare gli avversari non con uno, ma bensì con due uomini in più. Che sia la prima della classe (Carpi) o l'ultima (Cittadella) dovrebbe importare ben poco, con due uomini in più metti quel tanto che basta e la partita la vinci facile facile. A maggior ragione devi vincere per forza se oltre alle espulsioni, l'arbitro ti concede ben 4 rigori. Beh a questo punto tutti si aspettano quanto meno una goleada. INVECE NO SIGNORI. La città che si fregia dell'onorato titolo di leonessa d'Italia, viene rappresentata da 11/14 mosci, lavativi, svogliati, malati e caritatevoli giocatori. Una squadra che ha la possibilità di usufruire di questi doni e non riesce a sfruttarli non si era mai vista. I tifosi ora pensano di essere su "Scherzi a parte", ma il programma andrà nuovamente in onda nel 2015 e non ora. Quindi i supporter delle rondinelle si trovano di fronte ad una realtà sacrosanta. Una squadra che non sa far niente se non continuare a dire che bisogna cambiare mentalità. Si chiami allora un esorcista, perchè altrimenti non si riuscirà ad arrivare da nessuna parte. ANGIOLETTI
Ivo Iaconi (Brescia): non sa cosa fare. Ormai la sua Concordia è affondata. Non ce più niente da fare. Le sue mani tenute in tasca negli ultimi imbarazzanti minuti prima del fischio finale dicono tutto. SVOGLIATO


