Spezia, Vercelli è un campo tabù: 12 sconfitte in Piemonte
Cristiana Serangeli
Chi si ricorda dell'1-0 firmato da Emanuele Chiaretti a sette minuti dal 90' che decise l'ultimo match fra piemontesi e liguri al "Silvio Piola"? Parliamo del campionato di Seconda Divisione, lo Spezia di D'Adderio fa visita alla 'Pro' il 14 febbraio di due anni fa, mostrandosi meno cinico e granitico rispetto agli standard di quell'anno.
Diciannove volte Pro Vercelli-Spezia e ultimo incrocio assolutamente da dimenticare. Per una gara così non può che scomodarsi la storia e bisogna andare molto indietro per trovare la prima volta tra le due maglie bianche.
Campionato 1921-22, Prima Divisione, vincono i piemontesi con gol di Borello. Troppo forte la squadra vercellese che chiuse il campionato in testa con 14 punti di distacco dal Novara, giunto secondo. Non andò meglio due stagioni dopo, anzi: stavolta fu un 4-0 perentorio sempre nel medesimo campionato di Prima Divisione.
Poi le due società separano i loro destini per almeno un decennio fino al 1936/37 quando si ritrovano in serie B: l'Italia è appena diventata campione del Mondo, lo Spezia è forte e sbanca Vercelli per la prima volta con reti di Benassi e Scategni, inframezzata da quella di Svangeli. Era il 14 gennaio 1937 e sulla panchina aquilotta c'era mister Gianfardoni.
La Pro Vercelli si prende la rivincita l'anno successivo vincendo 4-2 e recuperando per due volte l'iniziale vantaggio spezzino prima con Zuliani poi con Verrina.
In quegli anni è una grande Pro Vercelli e per gli aquilotti i ritorni in riva al Golfo sono quasi sempre stati amari: 3-0 nel 1938-39, 4-0 nel 1940-41, 3-0 nel 1946-47, 31-1 nel 1952-53.
Bisogna dunque arrivare alla stagione 1954-55 per conoscere un nuovo exploit spezzino: è una rete di Currarini a dare punti e vittoria allo Spezia targato Arsenal anche se alla fine a brindare sarà la Pro Vercelli, vittoriosa nel campionato di IV serie.
Seguono poi tre ko consecutivi: il 2-1 del 1958-59, l'1-0 del 1959-60, il 2-1 dell'anno successivo. Entriamo negli anni '60 e iniziano i pareggi: due 1-1 nel 1964-55, 1965-66 e uno 0-0 nel 1962-63 fra gli sbadigli e il freddo dicembrino.
Ben 33 anni di attesa per rivedere le due squadre davanti: corre la stagione 1998-99 e lo Spezia di Claudio Filippi, sparagnino e senza timori, va su ogni campo con voglia di vincere e quella esuberanza che ti porta a fare risultati, anche eclatanti. Come quello del Silvio Piola quando finì 3-0 con reti di Salsano, Andreini e Chiappara mentre l'anno successivo, quella della promozione in C1, finì 1-1 con gol di Chiappara e D'Agostino.
Solo tre le vittorie aquilotte, quattro i pareggi e ben 12 ko: la tradizione insomma non è dalla nostra parte.


