Spezia, Serena vola basso: "Obiettivo salvezza"
Federico Errante
Una sorta di "linea rossa" di reaganiana memoria unisce Milano e Venezia. Un viavai di telefonate tra Nelso Ricci, impegnato all'Hotel Hilton, e Michele Serena che segue le evoluzioni del mercato aquilotto prima di poter andare qualche giorno in vacanza in attesa del ritiro austriaco di metà luglio. Ma intanto lo Spezia ha ufficializzato i primi giocatori e molti altri sembrano veramente ad un passo.
La rosa inizia a prendere forma mister, soprattutto in difesa.
«Sì, volevo iniziare da dietro a costruire la squadra perché credo sia il modo migliore per impostare una rosa. La serie B è lunga e difficile e spesso la differenza la fanno proprio i gol che si riesce ad evitare».
Per Garofalo è fatta. Con Madonna sulla corsia opposta si delinea bene qual'è la prima caratteristica degli esterni nel tuo 4-3-1-2: la capacità di spingere.
«Credo che sarà una bella lotta con quei due sulle fasce. Ovviamente dovremo imparare presto a buttarci in avanti uno alla volta per mantenere sempre l'equilibrio. D'altra parte il modulo prevede una coperta un po' corta sugli esterni là davanti, e quindi i terzini devono fare anche questo lavoro».
Con Sansovini invece lo Spezia si mette in casa un attaccante che ha giocato da prima e seconda punta e la stagione scorsa anche da ala sempre con buoni risultati. Tu come lo vedi meglio?
«Non mi voglio fissare troppo rigidamente sulla distinzione tra prima e seconda punta. Come dicevi si tratta di un giocatore completo che in tutti i ruoli ha fatto molto bene e addirittura l'anno scorso con Zeman ha agito da esterno offensivo con grandi risultati».
Ora il settore dovrà essere completato e i nomi più caldi sono quelli di Sforzini e Paulinho. Il primo ha una caratteristica di gioco ben marcata, per il secondo potrebbe invece valere il discorso fatto per Sansovini.
«Chiaramente se chiuderemo per una prima punta vera e propria con qualità ben precise, Sansovini sarà l'uomo che potrà girargli attorno. Però sarei intrigato anche dal potergli affiancare un altro giocatore duttile in modo da non dare alcun punto di riferimento. In ogni caso è presto per parlarne perché sono situazioni che si risolveranno più avanti. Adesso per il mercato ballano cifre molto alte, soprattutto se ti chiami Spezia».
In porta Iacobucci è praticamente fatto. Un ragazzo molto giovane che si giocherà il posto con un altro atleta di poco più anziano di lui.
«La trattativa è a buon punto, non so quando chiuderemo. Comunque sì, è un ragazzo su cui ci siamo concentrati da subito. Quando abbiamo dovuto pensare ad un portiere giovane, io e Ricci abbiamo fatto il suo nome praticamente in coro. Se ha esordito con me a Mantova? Probabile, sinceramente non ricordo... è giovane oggi figuriamoci allora».
Bovo, Lollo, Mandorlini: che centrocampo sta nascendo?
«Bovo non è ufficiale, ma mi pare ci sia accordo su tutto. Mandorlini è un ragazzo giovane, con buona dinamicità che può giocare davanti alla difesa o anche a destra del centrocampo a tre. E' questo che cerchiamo: qualità, gamba e corsa. Vogliamo ringiovanire la rosa cercando giocatori che comunque abbiano già testato la categoria».
Matricola o non matricola, anche quest'anno in molti già puntano il dito sullo Spezia come possibile sorpresa del campionato. Possibile che non si riesca mai a partire senza essere sulla bocca di tutti?
«Fa parte del gioco delle parti. Noi partiamo con i fari spenti, sapendo di voler costruire un gruppo che risulti un buon mix e volendo semplicemente rimanere ancorati a questa categoria. Poi cercheremo un ulteriore salto di qualità. D'altra parte cerchiamo soprattutto pedine tra i 24 ed i 27-28 anni perché crediamo siano la soluzione migliore per un progetto biennale».


