Spezia, D'Angelo: "Siamo deboli mentalmente, il Como ha strameritato di vincere. Programmazione? Nel calcio non esiste, se non arrivano i risultati cambia tutto"
Marco Lombardi
Al termine del rovescio di Como, Luca D'Angelo, tecnico dello Spezia, ha dichiarato: "Che non sia una situazione facile è evidente, ma io ho la convinzione che lo Spezia possa salvarsi. Abbiamo bisogno di qualche giocatore, di qualche faccia nuova, ma questo non è un gruppo da prendere e buttare via. Siamo deboli mentalmente, non nel modo di giocare e nella prima mezz’ora penso che abbiamo fatto bene e dirlo dopo un 4-0 sembra assurdo. Fino al primo gol avevamo giocato meglio noi, con palle-gol nitide per sbloccarla. Loro hanno fatto quattro tiri, prendendo due pali e due gol, ma strameritando di vincere e lo sottolineo. La squadra ha bisogno di più giocatori di personalità e forse di giocatori che non hanno vissuto la retrocessione dell’anno scorso e l’inizio di questo campionato. Questo inizio sta destabilizzando la squadra, la vedo debole mentalmente ma non calcisticamente ed è per questo che possiamo lottare per raggiungere la salvezza. Siamo partiti con l’idea di tornare in Serie A, una valutazione smentita dai fatti, ora sta a noi metterci cinque squadre dietro”.
E per farlo serve necessariamente muoversi sul mercato, che però per ora resta fin troppo bloccato: “Io faccio l’allenatore e devo rispondere di quanto faccio in campo. Oggi si giocava undici contro undici e qualcosa ho sbagliato anche io. Posso dire che chi resterà da qui a fine campionato deve restare con l’idea che c’è da faticare e tanto. L’inerzia non è buona, dal punto di vista mentale, e dobbiamo capire che dobbiamo tenerci cinque squadre dietro. Se la società mi prende quattro giocatori in prestito ma sono validi a me non me ne frega un cazzo, nel calcio bisogna pensare al concreto. Quando sento dire che nel calcio bisogna programmare mi viene da ridere, perché non si programma niente. Non a Spezia, in generale. La programmazione sono i risultati, se non ci sono cambia tutto. Che venga gente in prestito, a titolo definitivo, per tre partite, non mi interessa: mi serve gente che sappia ciò di cui c’è bisogno”, tuona il tecnico, che poi chiarisce: “Nessuno ora pensa alle plusvalenze. Né proprietari, né dirigenti”, scrive cittadellaspezia.com.


