Spezia, a freno gli entusiasmi e ...
Federico Errante
Proviamo ad entrare nella testa di Michele Serena, subito dopo l'eliminazione di Coppa Italia? Dev'esserci un intenso mix di sentimenti dove l'amarezza per il risultato ha una percentuale davvero irrisoria, al cospetto di una certa moderata soddisfazione intrecciata a quella voglia di veder finalmente concluso il calciomercato.
Non è un mistero che il tecnico veneziano avrebbe voluto tutti i tasselli al loro posto già a partire dalla seconda fase del ritiro ma, per un motivo e per l'altro, il calciomercato aquilotto ha subito un brusco rallentamento: gli obiettivi antichi per la difesa, parliamo di Di Cesare e Terlizzi, sono sfumati abbastanza clamorosamente e man mano che le settimane trascorrevano, il lotto di alternative credibili si assottigliava. Santacroce è uno degli ultimi nomi ma il difensore ex Brescia non sembra troppo convinto di scendere di categoria, dopo averla conquistata negli anni: peccato perchè quello sarebbe davvero acquisto per l'oggi ma anche per il prossimo futuro.
"Andiamo all'estero" - diceva Ricci qualche giorno fa, spiegando le difficoltà di muoversi nella rete del mercato italiano, che non offre condizioni giuste per chiudere affari che guardino alla qualità ma anche al prezzo. Lo Spezia è una neopromossa sui generis visto che gli esperti la collocano, forse un po' troppo frettolosamente, in prima fascia, quella che guarda all'olimpo del calcio.
Ma la realtà è un'altra: ieri a Trieste un solo giocatore proveniva dall'ultima stagione, il resto, compresi i sostituti, è tutto nuovo. Pensare che questo gruppo, dopo una preparazione intensa, possa immediatamente fare la voce grossa è utopia: e anche se dovesse succedere di partire bene, il campionato di serie B riserva sorprese ad ogni angolo. Brutti, belli, vincenti e perdenti, lo si può essere molte volte in una stagione, ma in una piazza come quella spezzina la calma e la riflessione, almeno quando si parla di pallone, è pura utopia: ci vuole calma e sangue freddo, i segnali sono confortanti, ora tocca a Nelso Ricci piazzare la zampata che dovrà portare valore aggiunto di sostanza perché il mercato così com'è non è affatto finito.
Serena ha ragione ad essere soddisfatto per la serata di Trieste: temeva la bagnata, sarebbe stato nell'ordine delle cose, viste le differenze tecniche con l'avversario, una difesa rabberciata, e l'infortunio a Benedetti in corso d'opera. Invece Sansovini e compagni hanno avuto la forza di non disunirsi e addirittura arrivare al pareggio, siglato da Di Gennaro, entrato cammin facendo e subito in gol per una buona iniezione di fiducia dopo un ritiro di grosse difficoltà fisiche. Una gara decisa dagli episodi, con il secondo gol se vogliamo ancora più evitabile del primo ma Serena vede comunque il bicchiere mezzo pieno: "Dopo il vantaggio loro avremmo potuto scioglierci, invece non ci siamo disuniti ed abbiamo creato qualche buona situazione. Abbiamo giocato discretamente, la risposta e' stata buona".
Lunedì firma Okaka, Serena ribadisce la necessità di chiudere il mercato come da lui indicato: "Mi sento di dire che siamo a buon punto; e' stato comunque un test importante, che ha dimostrato che abbiamo buone individualità, che hanno bisogno di crescere e migliorare nel gruppo".


