QS: "Spezia, non resta che piangere"
Marco Lombardi
"Spezia, non resta che piangere. La Cremonese vince meritatamente. Pessima prestazione delle Aquile, partita già chiusa dopo mezz’ora", titola il Quotidiano Sportivo.
Grigiorossi sul 2-0 con gravi errori difensivi dei bianchi, ad inizio ripresa arriva anche il 3-0 firmato da... Coda.
La Cremonese straccia lo Spezia e lo spedisce all’inferno, con la posizione di Alvini che ormai non è più difendibile, benché il tecnico sia certamente meno colpevole di Macia e Melissano, che hanno allestito un Titanic costosissimo lanciato contro gli iceberg della serie C. Non si può certo dare la colpa alla Coppa Italia, visto che nella formazione iniziale ci sono nove undicesimi che a Reggio Emilia o non c’erano proprio, o sono rimasti a guardare in panchina, come Pio Esposito. Gli altri due erano entrati o a ripresa inoltrata (Salvatore Esposito) o addirittura nei supplementari (Nikolaou). Dunque, l’alibi dell’affaticamento non esiste. Senz’altro un po’ di colpa ce l’hanno invece le "cariatidi" dell’attacco cremonese, che seppelliscono nel ridicolo qualche definizione quanto meno superficiale sul loro conto. Coda in particolare è uno "one man show", anche in fase di rifinitura, con perle dispensate per tutta la partita contro una difesa spezzina letteralmente impotente. Lo strapotere è tale che già alla fine del primo tempo lo Spezia deve dire grazie a Dragowski se il passivo si contiene sul 2-0 [...]
La ripresa va avanti sullo stesso canovaccio: dal 51’ Dragovski prima salva l’autorete di Pio Esposito in corner, sugli sviluppi si salva sul colpo di testa di Vazquez, ma nulla può su Coda ben piazzato e liberissimo in posizione defilata, con Reca a due metri da lui. Si potrebbe chiudere come nel baseball per manifesta inferiorità, anche se siamo al minuto 52. Salvatore Esposito prova a riaprirla, ma il fuorigioco di Elia vanifica tutto. E mentre Coda continua a dare spettacolo a scena aperta, Nikolaou trova il modo di farsi buttare fuori con un’entrata insensata al limite dell’area avversaria. Ci si chiede con che spirito una squadra allo sbando giocherà mercoledì un drammatico scontro diretto.


