QS: "Spezia, D'Angelo ha dato una scossa all'ambiente. Ma le certezze sono ancora pochissime"
Marco Lombardi
: "Spezia, D'Angelo ha dato una scossa all'ambiente. Ma le certezze sono ancora pochissime", titola il Quotidiano Sportivo.
Il tecnico ha limitato a tre le sostituzioni: segnale inequivocabile di una rosa cortissima dove i titolari non hanno ricambi all’altezza.
L’ultima volta che lo Spezia aveva vinto, a Piacenza c’erano trenta gradi e le nostre spiagge erano affollate. Quasi sotto Natale, la cura D’Angelo ha finalmente riportato i tre punti e qualche speranza in più per una salvezza che comunque resta tutta da conquistare. Che il tecnico abbia dato un bello scrollone all’ambiente è evidente, dopo quattro settimane di lavoro. Il match di Ascoli è stata la summa di un mese di valutazioni, con i suoi promossi e bocciati, con le inevitabili conseguenze da trarre in sede di mercato. Le sole tre sostituzioni di giornata sono un segnale inequivocabile, così come le esclusioni dai convocati. Serpe è stato il primo a finire fuori, per quanto non avesse demeritato quando era stato chiamato in causa contro il Cosenza e in generale non sembri un giocatore inferiore a Muhl, tutt’altro. Sul pullman per Ascoli non è salito Moutinho, evidentemente tagliato fuori dopo l’autogol col Parma, che ne ha messo a nudo limiti insormontabili. In panchina sono rimasti a guardare, oltre a Krollis, i vari Gelashvili, Cipot, Moro e persino il vecchio Ekdal, che evidentemente non sono piaciuti nello spezzone giocato contro gli emiliani sabato scorso. Tra tanti bocciati, finalmente si è rivisto Hristov, il primo vero acquisto di questo inverno: per lui un’uscita dal tunnel davvero trionfale, con un gol all’89’ che è il degno lieto fine di un lungo periodo di sofferenze [...]. Sul piatto della bilancia positivo, Zoet conferma di meritare la titolarità per la grande sicurezza che riesce a trasmettere a un reparto arretrato scricchiolante come quello spezzino: suo il sigillo sui tre punti in pieno recupero sulla conclusione di Di Tacchio. Kouda dimostra a ogni partita una crescita dai margini indefiniti e molto promettenti, così come Pio Esposito, capace di cantare e portare la croce. In risalita anche il fratello Salvatore [...].


