QS: "Spezia, Alvini torna nella 'fatal' Cremona"
Marco Lombardi
"Il tecnico aquilotto incrocia la sua ex squadra. Alvini torna nella ’fatal’ Cremona. Dall’esonero alla voglia di riscatto", titola il Quotidiano Sportivo.
Diciotto partite in serie A sulla panchina grigiorossa senza centrare mai una vittoria ma con molte recriminazioni..
Dare un calcio al destino avverso, rilanciare le ambizioni personali e di squadra ripartendo da dove lasciato, quella Cremona che lo ha aspettato per 18 partite in Serie A, per poi augurargli migliori fortune altrove. Per mister Massimiliano Alvini il match di domenica prossima allo ‘Zini’ sarà tutto fuorché banale, una sfida che richiamerà al recente passato quando alla guida dei grigiorossi non è riuscito a vincere neanche una delle 18 partite prima dell’amarissimo esonero. Voluto fortemente dal ds Giacchetta, Alvini si è presentato all’ombra del Torrazzo in punta di piedi, mettendo in mostra gentilezza e educazione non comuni, peraltro esternate da subito anche a Spezia. Diciotto partite vissute con la consueta passione avvolgente e totalizzante, la stessa palesata in questi mesi in riva al Golfo, forse fin troppo coinvolgente per non risentirne sul piano emotivo. Alvini sarà ricordato a Cremona non solo per non aver mai vinto una partita, ma anche per il suo gioco propositivo ad oltranza, fatto di verticalizzazioni, aggressività, difesa alta, spesso apprezzato dalla critica, ma a conti fatti poco efficace in una categoria come la Serie A dove la ‘forma’, individuata come mezzo per raggiungere i risultati, non sempre sortisce gli effetti voluti se non coniugata alla necessaria concretezza. Solo 7 i punti prodotti dalla sua Cremonese al termine del girone di andata, una squadra coniata sul 3-5-2 a lui caro, con manovra a tratti piacevole, ma poca incisività. Il tutto condito da recriminazioni per punti persi sfortunatamente negli ultimi minuti, che per certi versi richiamano ad analogie con l’esperienza spezzina laddove la Dea bendata sta continuando a voltare le spalle all’uomo di Fucecchio come le vittorie sfumate in extremis a Bolzano e Palermo [...].


