Sampdoria, Begic: "Il dribbling ce l'ho nel sangue. Il riscatto? Merito della fiducia di Foti"
Il centrocampista della Sampdoria, Tjas Begic, si è raccontato a cuore aperto sulle colonne dell'edizione odierna de Il Secolo XIX. Il calciatore sloveno ha ripercorso le tappe della sua crescita, analizzato l'evoluzione del calcio moderno e fissato i suoi obiettivi personali in vista della nuova stagione con la maglia blucerchiata.
Originario di Izola, una piccola cittadina sull'Adriatico, Begic rivendica con orgoglio un'infanzia passata interamente a stretto contatto con il pallone: "Queste sono abilità che crescono dentro soprattutto quando cominci a giocare da bambino a scuola o per strada. O anche sulla sabbia, in spiaggia. La mia era ancora una generazione che, rispetto a quelle attuali, viveva soprattutto fuori casa. C'era solo il pallone. E così impari. La tecnica ti viene quando tocchi spesso il pallone, io lo facevo migliaia di volte ogni giorno. Ecco devi avere feeling con la palla, ogni tipo, anche da ping pong".
Un imprinting che ha definito le sue caratteristiche principali sul rettangolo verde: "La ricezione della palla? Ce l'ho nel sangue. Mi viene da puntare e dribblare l'avversario. Non penso 'adesso vado', succede e basta".
Il classe 2003 ha espresso anche una riflessione interessante su come stia cambiando l'approccio all'insegnamento del calcio nei settori giovanili, specialmente nel suo Paese d'origine: "Il calcio è cambiato, si fa tanta tattica. Anche a livello giovanile. Ad esempio in Slovenia, nelle scuole calcio, ci sono tanti allenatori che non vogliono si perda la palla e così i ragazzi si impauriscono e perdono fiducia. Non rischiano più".
Al contrario, a Genova la fiducia è stata la chiave per la sua definitiva esplosione e per il conseguente riscatto da parte del club ligure, arrivato dopo una rete fondamentale: "I gol belli li ho già fatti, ora spero di farne di più e anche brutti. Un tap-in, un rimbalzo sulla pancia... Certamente un gol bello, quello di Modena, è stato decisivo per la mia esperienza nella Sampdoria. Da lì in poi mister Foti mi ha dato fiducia, io ho preso fiducia. E siamo arrivati al riscatto".
In chiusura di intervista, Begic ha svelato quale tipo di gol insegue per il prossimo campionato, ispirandosi a una leggenda del calcio mondiale: "Il gol che vorrei segnare? La punizione di Ronaldo da 40 metri con il Manchester United contro l'Arsenal nella semifinale di Champions 2009. Quest'estate mi sono allenato molto a calciare di più e meglio da fuori area. I gol che salti uno o due avversari li ho già fatti, uno così ancora no, non ho quella potenza nelle gambe. Mi piacerebbe farlo, nel prossimo campionato, con la Samp".


