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ESCLUSIVA TB - Meluso: "Samp, Insigne è ancora un fuoriclasse. Le neopromosse? Pochi investimenti: salire in B non ti cambia più la vita. Troppi debuttanti in panchina? Vivaddio, il calcio deve rinnovarsi. Verona, Cheddira sarebbe un craque"

ESCLUSIVA TB - Meluso: "Samp, Insigne è ancora un fuoriclasse. Le neopromosse? Pochi investimenti: salire in B non ti cambia più la vita. Troppi debuttanti in panchina? Vivaddio, il calcio deve rinnovarsi. Verona, Cheddira sarebbe un craque" TuttoB.com
Meluso
© foto di FEDERICO SERRA
autore
Marco Lombardi
ieri alle 23:00Primo piano

Il mercato della Serie B vive di equilibri fragili, tra scommesse, incastri e occasioni. Ai microfoni di TuttoB, Mauro Meluso, già ds tra le altre di Lecce, Spezia e Napoli, ha commentato i primi movimenti delle cadette.

Direttore, Lorenzo Insigne è il profilo giusto per rilanciare le ambizioni della Samp?

“Ho avuto modo di vederlo più volte l’anno scorso a Pescara e devo dire che, a dispetto degli anni che passano per tutti, è sempre un fuoriclasse. Che potrebbe tranquillamente giocare ancora in Serie A. In campo ha fatto la differenza, malgrado avesse saltato la preparazione estiva e fosse rimasto fermo per tutta la prima parte della stagione. La Samp ha fatto un grande acquisto”.

La Cremonese si è assicurata l’azzurrino Berti, che all’ombra del Torrazzo potrà definitivamente spiccare il volo verso la Serie A.

“Per ambire alla A Berti deve fare ancora un piccolo step fisico, ma l’ho visto in crescita e credo la Cremonese abbia fatto un ottimo affare in prospettiva.

Da ex giocatore della Cremonese, mi è dispiaciuto tanto che i grigiorossi siano retrocessi, anche perchè a dicembre la squadra viveva una situazione molto favorevole. A mio parere hanno chiamato un po’ in ritardo Giampaolo, tecnico di primissima fascia. Bravissimo. Senza nulla togliere a Nicola, che è un buon allenatore. Ma se volevano cambiare, ripeto, dovevano farlo prima…”.

Palermo molto attivo: Estevez, Cassandro ed Hernani vanno a puntellare una squadra che partirà ancora coi favori del pronostico.

“Sì, peccato però che stiano fallendo l’obiettivo da un bel po’ di tempo… Palermo è come Bari: sono piazze che hanno visto il grande calcio, ma soprattutto hanno un bacino d’utenza e un pubblico enorme e appassionato. L’augurio è che i rosanero possano vincere e tornare al più presto in Serie A perchè mancano: è lì che meritano di stare”.

Come giudica, finora, le prime operazioni ratificate dalle neopromosse dalla C?

“Urge una premessa: qualche anno fa salire dalla C alla B ti cambiava la vita, significava incrementare notevolmente i ricavi, sia sul piano dei diritti televisivi che su quello delle sponsorizzazioni; oggi, invece, chi viene dalla C, e magari ha già speso tanto per cercare di salire, si ritrova con ricavi risicati. Penso all’Arezzo, piuttosto che all’Ascoli che sono società con un buon seguito ma che per andare in Serie B hanno raschiato il fondo del barile. Detto questo, non vedo grandi investimenti da parte delle neopromosse, compreso lo stesso Vicenza che non ha fatto chissà che… Considerata la storia che hanno queste società, i dirigenti dovranno essere bravi a fare con le risorse che avranno a disposizione”.

Quanto perde il Catanzaro senza Liberali e, con ogni probabilità, anche Favasuli?

“Perde tanto… Fortunatamente però hanno preso un allenatore molto bravo. Anzi, dirò di più, per me hanno puntato su due allenatori (Turati, poi andato allo Spezia, e Gorgone) tra i più bravi in circolazione, coi quali peraltro ho avuto modo di lavorare. Certo, un allenatore non può prescindere dall’avere una buona squadra perché le magie nel calcio non esistono. Liberali e Favasuli sono giocatori che incidevano molto nell’economia del gioco del Catanzaro… Bravo Polito ad averli presi, però sono altresì certo che egli saprà trovare sostituti funzionali e all’altezza”.

Tantissimi allenatori al debutto in Serie B. Forse troppi?

“Vivaddio, bisogna dare spazio ai giovani… Il calcio deve rinnovarsi ed è giusto così, ma parliamoci chiaro: la Serie B, rispetto a qualche anno fa, è scesa di qualità. Non dobbiamo nasconderci, bensì dire le cose come stanno. Senza accusare nessuno, però lo scadimento generale è stato fisiologico: noi non siamo andati al Mondiale per tre volte di seguito, ci sarà un perché… Il problema non riguarda solo la Serie A ma anche la B, la C e i settori giovanili. Ben venga, comunque, l’innovazione, ce n’è bisogno”.

Lei ha avuto Montevago e Bacchin a Perugia, entrambi recentemente acquistati dal Modena: sono pronti per la categoria superiore?

“Credo di sì. Sono contento per loro, perché si tratta di ragazzi perbene, capaci e pronti, soprattutto da un punto di vista fisico. Certo, entrambi avranno bisogno di un po’ di tempo per carburare e adattarsi alla nuova realtà…”.

Il Verona è piombato su Cheddira, che lei portò al Napoli: sarebbe un ‘craque’ in Serie B?

“Assolutamente sì, è un giocatore che si colloca tra un club di media Serie A e una big di Serie B, come appunto può essere il Verona, il Palermo, la Cremonese… Se l’affare dovesse andare in porto, l'Hellas farebbe decisamente un gran colpo. A Verona c’è un collega molto bravo, Sogliano, un professionista di primissimo livello”.  

 

     

        

   

       

     

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