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Porto, dal campo alla passarella. Il Porto sfila per "Donna Moderna"

Porto, dal campo alla passarella. Il Porto sfila per "Donna Moderna"TuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino
autore
Francesco Rossi
domenica 20 giugno 2010, 17:03Portosummaga

In attesa di vedere chi solleverà la coppa del mondo, Donna Moderna ha già scelto i suoi campioni. Sono i ragazzi del Portogruaro, la squadra che, a sorpresa, ha appena conquistato la serie B e tutte noi

Di sicuro a Verona c’era anche lui, Cece. E non da solo, come era successo nelle trasferte di Cosenza e Pescara. Questa volta, il capo del gruppo ultras Furie Granata era accompagnato da altri 1.500 tifosi. Che, il 9 maggio, hanno visto avverarsi il sogno della loro piccola squadra di provincia. Fino a poche settimane prima, quella del Portogruaro-Summaga (“Porto”, per tutti) sembrava solo una favola. Ma a trasformarla in realtà è bastato il gol di Riccardo Bocalon che, in un solo colpo, ha fatto vincere il match della vita e il campionato di Lega Pro. E, come per incanto, la cittadina in provincia di Venezia, partita senza alcuna pretesa con una squadra di giovani, si è ritrovata in serie B. Non è la prima volta che capita. Era già successo all’Albinoleffe, al Cittadella e al Gallipoli. E anche al cinema, dove Oronzo Canà, Lino Banfi, ha trasformato la Longobarda da squadra Cenerentola a sorpresa della serie A.

Ma chi l’avrebbe mai detto che il Portogruaro nato nel 1990 e con solo 180 abbonati, sarebbe riuscito nel miracolo? Sì, perché dalla serie C2 alla B in sei stagioni più che un sogno è un miracolo. Eppure è successo. E i più increduli sono stati proprio gli stessi giocatori che, esterrefatti, hanno pianto per un’ora dopo il fischio finale. Il segreto di tanto successo? Un mix di fattori. La gestione familiare: l’amministratore delegato Paolo Mio è figlio del presidente Francesco e nipote del fondatore Dino, proprietario di un’azienda che produce mobili da ufficio. Un allenatore promettente: Alessandro Calori, ex giocatore di Perugia e Udinese, che da oggi non sarà solo ricordato per aver fatto perdere, con un suo gol, lo scudetto del 2000 alla Juventus. E un gruppo di ragazzi giovanissimi (la media è 23 anni), quasi tutti del Triveneto. Senza sottovalutare l’importanza di qualche rito scaramantico. Come il coro “’ndemo, veci, ’ndemo!” (andiamo, ragazzi, andiamo!) che i calciatori cantano prima di entrare in campo. E i “veci” in serie B ci sono arrivati, come aveva pronosticato il patron Dino Mio nel 2007, un anno prima di morire. C’è chi ricorda che aveva anche scritto, sulla lavagna dove era solito prendere appunti, “serie B”. Lui ci aveva visto lungo. Peccato che non abbia potuto accogliere i suoi ragazzi al ritorno da Verona: per le strade del paese c’erano 4mila affezionati e tante casse di Coca-Cola e vino rosso. I giocatori si sono dovuti accontentare di quello che era rimasto: le scorte di birra erano già state scolate dai tifosi, troppo felici e accaldati per aspettare il loro ritorno lungamente atteso. La colpa del ritardo? Dell’autista del pullman che, per l’euforia della promozione, aveva sbagliato strada.

 

Fonte portogruarocalcio