Livorno, Spinelli e l'entusiasmo ritrovato
Due giornate, bottino pieno che vuol dire primo posto appaiato al Sassuolo, un attacco che fa scintille (ma anche una difesa che necessita di una bella registrata) ed un calore della piazza che sembra tornato quello dei tempi che furono. Tanto basta ad Aldo Spinelli per vedergli stampato un sorriso a trentadue denti in volto, un momento "sì" di quei suoi sbalzi umorali ben conosciuti dai tifosi in quasi quattordici anni di permanenza a Livorno. Una soddisfazione che lo sciù esterna ai giornalisti della Gazzetta dello Sport, ma non fa ancora quei voli pindarici che magari qualche d'uno si aspetterebbe: "Temo Verona, Spezia, Sassuolo e Padova, non illudiamo nessuno". In sostanza il presidente pensa prima a raggiungere la quota salvezza e poi si vedrà se ci sarà spazio per divertirsi e con quei tre là davanti, finisce anche la diplomazia spinelliana: "Il nostro attacco non ce l'ha nessuno. Siligardi deve essere però più cattivo, Paulinho egoista come Skurhavy e Dionisi deve lamentarsi un po' di meno quando gli fanno fallo".
Consigli, annotazioni, che non smuovono Spineli dal rivendicare quelle che lui chiama le mosse principali di mercato, ossia le conferme del brasiliano e del reatino: "Allo Spezia ho chiesto 20 milioni per entrambi, mentre Paulinho me lo aveva chiesto anche la Fiorentina che voleva fare uno scambio". Elogi ovviamente anche per mister Nicola, un "suo" uomo, ai tempi del Genoa: "Una persona che mi è sempre stata molto cara. Tatticamente ha imparato da Scoglio". In definitiva uno Spinelli entusiasta, ma contemporaneamente con i piedi ben piantati in terra, ben consapevole che le corazzate candidate al grande salto sono altre; tuttavia un piccolo pensierino con dedica speciale in un eventuale riapprodo in A se lo concede: "Se dovessimo riuscirci dedicheremo la promozione a Morosini. La sua morte è stata la più grossa tristezza della mia vita".


