Livorno, Spinelli ci ripensa
C'è da stupirsi? Forse no, perché queste esternazioni le abbiamo sentite spesso negli ultimi dieci anni. Aldo Spinelli annuncia di fare dietrofront e di volere proseguire almeno fino a giugno la sua avventura con il Livorno. Lo dice alla stampa locale senza giri di parole: "Non ho appuntamenti con nessun acquirente. Mancano i soldi. Chi vuole il Livorno deve presentarsi con le opportune garanzie economiche e basta con gli intermediari.
Se al 30 giugno non arriva nessuno vorrà dire che andremo avanti con la politica di valorizzazione dei giovani". La pietra tombale su ogni possibile trattativa, compresa quella che vorrebbe l'imprenditore e manager calcistico Antonio Esposito come capofila di una cordata per acquistare la società amaranto? Prese alla lettera le affermazioni del patron, sembrerebbe proprio così. Eppure a ben guardare non sono discorsi molto diversi da quelli pronunciati dal direttore generale Gardini non più tardi di qualche giorno fa: soldi in bocca subito e solidità economica per evitare casi come Trieste e Piacenza, richiesta di vedere in faccia chi davvero vuole accollarsi il Livorno; considerazioni dalle quali difficilmente si può dissentire, che però il tempo utile per il passaggio di proprietà sia scaduto non è una cosa sulla quale c'è da mettere la mano sul fuoco. Volendo si possono interpretare gli "enunciati spinelliani" come un messaggio ad un reale pretendente all'acquisizione, non uno ipotetico. La questione societaria, insomma, potrebbe avere ancora molte pagine da scrivere.


