Latina, un libro troppo bello per non essere finito
Emozioni. Quelle che il Latina ha regalato alla sua città negli ultimi due anni, facendo assaporare grande calcio ad una provincia che non aveva mai oltrepassato la Lega Pro. Merito della presidentessa Paola Cavicchi, merito di un allenatore meraviglioso come Roberto Breda, merito di una squadra non trascendentale tecnicamente ma dotata di coraggio e di "garra" per dirlo alla sudamericana.
Un sogno, quello della promozione diretta, che ha accarezzato tutta una città, ma che adesso sembra un po più lontano dopo l'1-3 interno contro il Palermo ed il pari di Castellamare di Stabia. Se il primo risultato può rientrare nelle previsioni, il secondo è inammissibile perchè è arrivato contro una squadra già retrocessa, con un primo tempo non da Latina.
Il vantaggio dei nerazzurri è che il destino dipende ancora da loro. Dopo la gara contro la Ternana arriveranno quattro scontri diretti, tutti da vincere con un filotto di risultati che il Latina ha già dimostrato di saper fare più volte: prima con i 13 risultati utili arrivati dopo il cambio in panchina e poi con i 9 a cavallo tra la fine del girone d'andata e l'inizio del girone di ritorno.
Una squadra umile, abbottonata, difensiva ma mai rinunciataria. 32 i gol subiti, 38 quelli fatti. Di questi ultimi, quasi il 40percento è siglato da Jonathas Cristian de Jesus Mauricio, uno che l'anno scorso era il Casper del Torino e del Pescara e che quest'anno è ritornato ad essere quello di Brescia, ossia una macchina da guerra.
Buttare via tutto adesso non sarebbe da Breda, non sarebbe da Latina. Mancano 5 pagine alla fine di un Best Seller che ha appassionato tutta l'Italia. Non finirlo sarebbe un sacrilegio.


