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NUMERI E NON PAROLE. TEOREMI E NON ILLAZIONI NELLA FALLIMENTARE STAGIONE DI MORIERO

autore
Francesco Rossi
domenica 25 aprile 2010, 15:10Frosinone
autore Francesco Rossi
25.04.2010 15:10Frosinone

Se il calcio non è una scienza esatta ed è soggetto a opinabili considerazioni più o meno veritiere, i numeri non si discutono. Quelli no. Ed in maniera incontrovertibile fotografano la realtà quotidiana. I numeri quindi come giudici. Giudici severi che ne condizionano poi tutto il percorso. Promossi e bocciati, un po’ come accadeva dietro i banchi di scuola. A Frosinone senza dubbio i numeri condannano e bocciano oramai senza più appello l’operato di Francesco Moriero. In 37 gare, 12 vittorie, 7 pareggi, 18 sconfitte. 44 goal realizzati, ben 62 subiti. Cifre impietose che inchiodano i ciociari appena un gradino sopra la Salernitana, relativamente a partite perse e reti passive. I campani sono già da un bel pezzo retrocessi in Prima Divisione. Anche dal punto di vista disciplinare le cose non vanno affatto meglio: 10 espulsi e 92 ammonizioni a testimonianza di un certo nervosismo figlio probabilmente della paura. Paura di non farcela. Paura di vedere sfumato quel sogno chiamata salvezza. Ma anche la consapevolezza che i programmi ad inizio stagione erano ben altri. Il terreno sta crollando sotto i piedi ed inermi si assiste alla frana. Di chi la colpa? In casi come questi il primo pensiero è sempre per l’allenatore. Non sempre però è così, ci sono molti casi in cui l’inadeguatezza della rosa alla categoria non lascia molti margini di speranza. Sarà così anche per il Frosinone? Assolutamente no è la risposta. La squadra per quanto non da primato, è dotata di un tasso tecnico indiscutibilmente idoneo per la serie B. Più che mai per questa serie B. Una serie B livellata verso il basso. Dove gli errori di Checco? Sicuramente il primo più evidente, su cui la discussione lascia pochi margini di contestazione: l’esperienza, che tradotto in cifre vuol dire inesperienza. E qui non ci sentiamo di condannare Moriero ma chi eventualmente ha deciso di puntarvi. Prima di Frosinone erano state appena due le tappe della carriera: Lanciano e lo scorso anno Crotone sempre nella ex C-1. Con i frentani ha più o meno ripercorso lo stesso grafico di quest’anno: partenza sprint seguita da un lento declino fino alla zona play out. Poi la Calabria con una clamorosa vittoria alla guida dei pitagorici, che tutti ricorderanno. E’ bastata questa per scatenare una vera e propria caccia all’uomo. Giusto puntare su chi dimostra sul campo di avere idee innovative e vincenti. Ma da sempre i salti di categoria hanno rappresentato delle incognite. Spesso è andata bene, altre volte meno.

L’aspetto tattico. Sarebbe però facile e riduttivo allo stesso tempo, scaricare sulle spalle dell’inesperienza le cause di questo flop (con la speranza che non diventi fallimento). Arrigo Sacchi senza arte ne parte approdò al Milan e al primo centro vinse subito il titolo. Evidentemente aveva stoffa. Sapeva come gestire il gruppo. Sapeva trasmettere le proprie idee che poi i suoi uomini applicavano alla lettera. In una parola era capace al di là dei moduli che incidono ma non influiscono fino a determinarne una stagione. E’ vero che in campo non va l’allenatore ma i calciatori, ma gli stessi si muovono secondo le direttive del titolare della panchina, fino a prova contraria. Moriero continua a sostenere che i ragazzi lo seguono, in settimana si allenano con impegno, per poi cadere in pessime figure il sabato successivo. Quindi? O sbaglia il tecnico nel sostenere che la squadra è con lui, oppure evidentemente non è in grado di pilotare nel mare magnum di questa categoria. Delle due una. Non può sempre essere colpa della sfortuna, dell’arbitro, del terreno di gioco.O si ha lo spogliatoio oppure no. E quindi conseguentemente o si è capaci oppure no. In Italia difficilmente si ammettono le proprie responsabilità, i propri limiti. Si attende sempre il giudizio del supremo. E’ oramai assodato che non è neanche un problema di moduli. Checco ha quasi sempre utilizzato il 4-2-3-1, per poi virare più di una volta al 4-4-2 con gli stessi identici risultati. Bisogna avere l’umiltà di capire che di fronte a questo scempio qualche responsabilità si ha. I numeri lo inchiodano senza attenuanti e in maniera cristallina e trasparente ne mettono in dubbio le sue capacità. Tutto il resto sono chiacchiere.

 

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