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Frosinone, la favola di Niccolò Corrado: "L'Inter vissuta con leggerezza, che emozione il gol alla Samp"

Frosinone, la favola di Niccolò Corrado: "L'Inter vissuta con leggerezza, che emozione il gol alla Samp"TuttoB.com
© foto di Stefano Martini TuttoFrosinone
autore
Angelo Zarra
Oggi alle 16:00Frosinone

Arrivato in punta di piedi ma diventato rapidamente una certezza assoluta lungo la corsia mancina dello scacchiere giallazzurro, Niccolò Corrado rappresenta senza dubbio una delle note più liete della stagione del Frosinone. Il terzino sinistro classe 2000 si è raccontato a 360 gradi ai microfoni di One TV, tracciando un bilancio completo della sua prima, intensissima annata vissuta all'ombra del "Benito Stirpe" e svelando i segreti del suo approccio al calcio professionistico.

L'esterno nativo di Firenze ha espresso tutto il suo entusiasmo per l'impatto con la nuova realtà calcistica: "Per me è il primo anno qui ed è stato incredibile. L'atmosfera dello stadio e i tifosi calorosi mi hanno fatto sentire subito a casa, mi sono trovato bene fin dal primo istante. Giocare certe partite importanti con lo stadio tutto pieno è stato davvero emozionante".

Nel ripercorrere i momenti più significativi della cavalcata verso la Serie A, il difensore ha isolato una partita speciale, capace di rappresentare la vera svolta personale dopo un periodo iniziale tutt'altro che facile. Corrado ha ricordato così quel momento magico: "La gara che porto nel cuore è stata la mia seconda da titolare in casa, contro la Sampdoria. Venivo da mesi un po' travagliati tra infortuni e cose varie, e fare gol sotto la curva è stata un'emozione pazzesca. Mi è piaciuta proprio come partita, anche per l'atmosfera creata dalle due tifoserie".

Cresciuto calcisticamente nella realtà dello Scandicci prima di spiccare il volo definitivo verso il prestigioso settore giovanile dell’Inter, Corrado ha analizzato la mentalità che lo ha aiutato a superare le grandi pressioni del calcio d'élite. Il terzino ha ammesso con grande sincerità: "Io ti dico la verità, l'ho preso tanto con leggerezza. Ero un bambino che sì sognava, ma l'ho sempre vissuto in maniera leggera, che infatti magari è stata anche la mia forza".

Lo spirito è rimasto lo stesso anche nel momento in cui si è concretizzata la chiamata del club nerazzurro: "Quando mio babbo mi ha detto 'vuoi andare all'Inter alle giovanili?', ci ho pensato due volte perché andavo lontano da casa, ma poi ho detto 'Ma sì, dai, proviamo'. Non darsi tutte quelle pressioni da piccolo è stata la mia forza".

Ora l'esterno si gode appieno il presente in maglia giallazzurra, svelando un piccolo retroscena legato al tempo libero e confidando di voler presto seguire l'esempio di un compagno di squadra: "Ho parlato anche con lui, magari potrei iniziare anche io a fare una cosa tipo Sport Management".