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Frosinone, pochi ma mirati accorgimenti

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Francesco Rossi
martedì 1 giugno 2010, 20:03Frosinone
autore Francesco Rossi
01.06.2010 20:03Frosinone

Dopo la soffertissima salvezza è tempo di programmare il futuro in casa Frosinone. Il primo tassello è già stato sistemato domenica sera al termine della gara contro la Triestina. La conferma anche per la prossima stagione di Guido Carboni. L’annuncio direttamente dalla bocca del presidente Maurizio Stirpe. Al tecnico aretino si riconoscono grandi meriti soprattutto in relazione al poco tempo a disposizione avuto: un mese e poco più. In tutto 5 giornate. Ma al di là della tempistica non era facile per una serie di problematiche oggettive. Intanto. La squadra non si reggeva in piedi. Aveva una fragilità caratteriale disarmante per cui una volta preso il goal andava letteralmente alla deriva infrangendosi contro l‘avversario di turno come le onde sugli scogli.. In più anche l’autostima era ai minimi storici. Su questi tre aspetti ha dovuto lavorare massicciamente Carboni. In tutto questo anche con un calendario da mettere i brividi. Cesena al Matusa al debutto, e Cittadella al Tombolato sette giorni dopo. Il tecnico è stato anche bravo ad isolare la squadra da un ambiente sempre più in ebollizione con lo spettro della retrocessione. A pericolo scongiurato tocca rimboccarsi la maniche e far si che una stagione tribolata come questa non abbia più a ripetersi. Anche per stessa ammissione di Stirpe, è stata la salvezza più sofferta. Però con la quinta partecipazione consecutiva in seconda serie tutto cambia. A partire dal rendimento della difesa. Come ha sottolineato il patron nel dopo gara. Il reparto arretrato è stato il vero punto debole di tutta la squadra. Non tanto e non solo per un problema di uomini, quanto di amalgama. I continui infortuni cui sono stati vittime i difensori, non ha permesso quasi mai di poter schierare sempre gli stessi 4. Tranne Bocchetti, e dietro Sicignano, i compagni di linea del terzino cambiavano ogni settimana. Tant’è che è difficile teorizzare su chi fosse in realtà la coppia centrale titolare designata. Giubilato, Scarlato e Maietta, si sono alternati in un gioco delle coppie che ha reso problematico qualsiasi tentativo di assemblaggio. Il nuovo tecnico ha avuto la fortuna di poter contare sempre su Maietta e Scarlato e i risultati sono stati soddisfacenti. Anche a destra le cose non sono andate meglio. Moriero ha spesso alternato Semenzato e Del Prete ignorando quasi totalmente Guidi, che al contrario con Carboni ha avuto il giusto spazio dimostrandosi tra i più in palla ed assolutamente a suo agio nel ruolo, lui che lo scorso anno sovente veniva impiegato da Braglia come centrale. Se Carboni riuscirà a trovare la coppia giusta e risolvere l’enigma della fascia destra, la difesa per il prossimo anno è bella che fatta.

Il centrocampo invece è il reparto che merita maggiori attenzioni in sede di valutazione tecnica. Un misterioso infortunio ha praticamente messo ko Biso a metà stagione. Basha si è visto costretto a tirare la carretta ed a svolgere un doppio lavoro. Perché Bolzoni suo compagno di reparto, volenteroso quanto si vuole, non è certamente un mostro sacro. In mezzo sono mancate valide alternative e tutta la squadra ne ha risentito. Occorre quindi trovare sulla piazza un lottatore dal “gioco sporco” , il classico portatore d’acqua. Questo ruolo spetterebbe a Mattia ma la sua fragile condizione fisica lascia più di qualche perplessità. Né si può pensare di adattare Aurelio. L’ex crotonese ha altre caratteristiche. Anche perché il numero 5 è dato in partenza con destinazione Novara, quindi a prescindere serve gente nuova. Nessun ritocco invece sulle fasce. Troianiello a destra e Cariello a sinistra garantiscono quantità e qualità. Soprattutto Gennaro la trottola che alla corsa e alla fantasia aggiunge anche una vena realizzativa che ne fanno di fatto un attaccante aggiunto. In più all’occorrenza ci sta Mazzeo che pur essendo attaccante preferisce però partire da dietro. Proprio l’attacco è forse l’unico reparto in cui, relativamente alla coppia titolare, non ha bisogno di nessuna variante sul tema. Stellone e Santoruvo in B rappresentano quasi il top. In più è doveroso ricordare che l’ex torinese è entrato a piano regine solo per la fase conclusiva della stagione e difatti il suo apporto è stato determinante. Ciò che invece urge è un ariete che abbia le stesse caratteristiche fisiche e tecniche, pronto in caso di necessità. Quest’anno anche a causa di questa mancanza Moriero si è visto costretto a giocare col solo Santoruvo come terminale offensivo scaricando tutto il peso dell’attacco sul’ex barese. Anche da qui il 4-2-3-1 a oltranza. Com’è facile prevedere non servono rivoluzioni, ma qualche piccolo accorgimento, un paio di innesti mirati ed i patemi d’anima del campionato appena trascorso saranno un pallido ricordo.

 

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