Frosinone, ora si fa dura
Francesco Rossi
Frosinone (3-5-2): 1 Sicignano; 40 Guidi (dal 54 Mazzeo), 23 Giubilato, 22 Maietta; 32 Del Prete, 3 Caremi (dal 64' Calil), 5 Bolzoni, 11 Cariello, 25 Bocchetti; 18 Troianiello (dal 73' Stellone), 9 Santoruvo. All Carboni
Cesena (4-4-2): 1 Antonioli; 14 Volta, 77 Ceccarelli, 33 Franceschini (dal 58' Biasi), 5 Lauro; 23 Giaccherini, 19 De Feudis, 55 Colucci (dal 69' Parolo), 7 Schelotto; 28 Malonga, 9 Greco (dal 64' Djuric). All Bisoli
La tanta decantata e sperata scossa non arriva. Il cambio della guardia non porta bene al Frosinone, che così cede al cospetto di un Cesena organizzatissimo al limite del tecnologico. Carboni così si vede costretto a capitolare ancora una volta al debutto, esattamente come un anno fa sulla panchina del Rimini. Uguale anche il punteggio. Il neo tecnico ciociaro parte con 5 difensori puri in campo. Il 3-5-2 iniziale viene in parte giustificato dalla presenza di due esterni offensivi del Cesena. Difatti Bocchetti a sinistra e Del Prete a destra partono da centrocampo proprio per cercare di tamponare l'onda d'urto di Schelotto e Giaccherini. Cariello e Troianiello invece agiscono dietro l’unico attaccante Santoruvo. Bisoli risponde con un 4-4-2 che in fase d’attacco si trasforma in un audace 3-3-4. Alle punte Greco e Malonga si affiancano sempre Schelotto e destra e Giaccherini a sinistra.
Gli ospiti partono subito forte e collezionano parecchi corner nei primi minuti. Al 5’ proprio da un corner arriva la prima conclusione di Volta che termina alta sulla traversa. I bianconeri macinano gioco e non lasciano respirare i padroni di casa. Al 18’ Schelotto crossa per Giacccherini la cui conclusione termina a lato. E’ l’anticamera del vantaggio che arriva al 34’ancora con il fantasista che liberatosi in area di sinistro batte Sicignano. Si attende la reazione dei ciociari che non arriva. Termina così una prima frazione di marca cesenate.
La ripresa inizia con gli stessi effetti dei primi 45’ con un Frosinone che sembra più convinto. Al 52’ Del Prete dalla destra mette in area per Santoruvo che di testa manda a lato. Carboni chiede maggiore spinta ai suoi, ma intrufolarsi nella ragnatela tesa da Bisoli non è affatto semplice. Per questo tenta di sfondare col 3-4-3, ma con scarsi risultati. Si rivede il Cesena al minuto 56 con Malonga che lascia partire un sinistro dalla distanza, ma Sicignano blocca a terra. Carboni allora decide di effettuare qualche cambio. Dentro prima Mazzeo e poi Calil. La pressione aumenta, ma tiri in porta zero. L’organizzazione cesenate è più forte della voglia salvezza dei frusinati. Al 70’ ancora Cesena pericoloso con Malonga ma Sicignano è bravo in uscita. Calil tenta di timbrare il cartellino con una punizione che però termina abbondantemente alta.
Ancora il brasiliano ci prova dal limite, pronta la risposta di Antonioli. Sul capovolgimento di fronte arriva il raddoppio dei romagnoli. Malonga ancora lui fugge via in contropiede entra in area supera Giubilato e di destro impallina Sicignano. 2-0 e partita conclusa. Al triplice fischio di Morganti fischi e urla da parte della curva che rifiuta anche il saluto. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, Mantova a parte perdono Triestina e Reggina. Ci sta però anche l’altra metà del bicchiere che vede un Frosinone fisicamente non proprio brillante. Com’era logico che fosse Carboni non ha certamente la bacchetta ma forse ha portato ulteriore confusione. Schierare 5 difensori puri non è un segnale positivo. Va bene arginare i pericoli, ma il risultato è stato che i ciociari non hanno praticamente effettuato nessun tiro nella porta. Interstardendosi sempre con dei lanci lunghi a cercare la testa Santurovo, lanci che puntuali erano preda dei centrali di Bisoli. Il coraggio e l’autostima si recuperano con giocando e attaccando. Il primo tempo è stato forse uno dei peggiori mai visti quest’anno. La ripresa un po’ meglio ma una volta andati in svantaggio è stato come scalare una montagna con pinne e boccagli. Il Cesena ha dimostrato e confermato quanto di buono si sapeva. Squadra tosta, quadrata difficile da perforare. In piena lotta per la promozione diretta. Intanto la contestazione dei tifosi dalle gradinate si è spostata all’esterno dove è tutt’ora in corso con la squadra relegata nel chiuso degli spogliatoi.


