Frosinone, il finale è una festa
Francesco Rossi
FROSINONE (4-4-2): 1 Sicignano; 77 Semenzato (23' st Calil), 6 Scarlato, 40 Guidi, 25 Bocchetti; 18 Troianiello (39' Aurelio), 4 Basha, 3 Caremi (10' st Mazzeo), 11 Cariello; 9 Santoruvo, 90 Stellone. All Carboni
Panchina: 26 Frattali, 19 Ascoli, 23 Giubilato, 10 Caetano, 21 Aurelio, 83 Mazzeo, 91 Guarcino
GROSSETO (4-4-2): 76 Aldegani, 26 Turati, 38 Federici, 2 Conteh, 33 Mora; 27 Job, 16 Papini, 9 Carobbio, 91 D'Alessandro (16 st Vitofrancesco); 8 Joelson (40' pt Melucci), 11 Pichlmann (26' st Alfageme). All Sarri
Panchina: 1 Acerbis, 15 Melucci, 87 Fautario, 22 Vitofrancesco, 7 VItiello, 18 Esposito, 21 Alfageme,93 Asante
ARBITRO: Giannoccaro di Lecce
GUARDALINEE: Italiani-Ponziani
Frosinone-Una partita da cardiopalma decisamente sconsigliata ai deboli di cuore. Al Matusa succede di tutto e di più, come nella programmazione di mamma Rai. Un palo, una traversa e due rigori contestati dai padroni di casa. Due espulsi per il Grosseto che mandano su tutte le furie il patron Camilli. Carboni deve fare a meno di 5 titolari, ma riesce a mettere in campo una squadra equilibrata figlia di quel 4-4-2 che tanto bene ha fatto nel turno precedente. Così in avanti spazio alla coppia Stellone- Santoruvo. Anche il collega maremmano parte con lo stesso modulo. Ma in fase d’attacco diventa un 4-3-3 con Job che si affianca alle punte e Turati che dalla difesa si sgancia fin su il centrocampo. La partenza è subito forte e Stellone dopo 2’ potrebbe già bucare Acerbis al termine di un contropiede iniziato da Basha e proseguito da Troianiello il cui cross non viene però sfruttato dall’ex torinista che calcia di poco alto. La risposta degli ospiti non si fa attendere ed al 10’ D’Alessandro serve Job provvidenziale il salvataggio sulla linea di Bocchetti. Al 37 la prima svolta della partita. Federici da ultimo uomo stende Stellone. Giannoccaro non ha dubbi ed espelle il centrale di Sarri indicando il penalty. Che verrà però tramutato in una punizione dal limite che Basha spedisce sulla barriera. Il tecnico toscano corre subito ai ripari. Fuori Joelson e dentro Melucci. Si chiude con questo cambio la prima frazione.
La ripresa inizia con i padroni di casa ovviamente carichi dalla superiorità numerica, così al 3’ una punizione di Cariello esce di poco fuori. Al 53’ Scarlato rinvia male, la sfera termina sui piedi di Carobbio che sfiora il palo alla sinistra di Sicignano. Tre minuti più tardi si rivedono gli ospiti con Melucci che dagli sviluppi di un calcio d’angolo batte a rete provvidenziale il salvataggio sulla linea di Cariello. Passano una manciata di minuti ed il Grosseto rimane in 9. A finire anzi tempo sotto la doccia è Turati. Il terzino sinistro biancorosso paga un tocchettino malandrino da ultimo uomo. Carboni che nel frattempo aveva inserito Mazzeo per Caremi, mette anche Calil per uno spento Semenzato rinforzando l’attacco con 3 bocche di fuoco e due esterni offensivi, considerando la presenza in campo di Cariello che però si sposta in difesa. Al 69’ Troianiello calibra per Mazzeo l’ex perugino manda di poco a lato. Inizia un piccolo assedio che si fa incessante con il passare dei minuti anche se tiri verso lo specchio della porta se ne vedono pochi. Ci prova Stellone a proporsi uomo assist l'invito è per Mazzeo che spreca. Al 74’ è il numero 83 ciociaro che tenta l’azione ma il suo cross per Basha viene anticipato da Carobbio. Quindi Calil al 78’ ci prova dalla distanza ma la sua conclusione si spegne sul fondo.
Oramai è un assedio all’arma bianca. Ma trovare degli spazi è quasi impossibile. Sarri chiude tutti i varchi in maniera geometrica. Cariello sale fin su al limite sgancia un sinistro che Acerbis blocca senza fatica. Il lungagnone grossetano si supera all’85’ quando di pugni respinge una conclusione a giro di Mazzeo. Lo scoramento sembra prendere il sopravvento sugli spalti del Matusa. Ma come in un thriller che si rispetti il veleno sta in coda. Giannoccaro assegna 3 minuti di recupero, e proprio nell’ultimo disperato giro di lancette Stellone dalla sinistra quasi dalla linbea di fondo serve in area Santoruvo che si avventa sul pallone e a porta praticamente vuota deposita in rete. Esplode il vecchio stadio in un boato liberatorio che proietta i ciociari ad un passo dalla salvezza. Carboni capitalizza dunque altri tre punti, e aspetto ancora più importante, senza incassare reti per la seconda domenica di fila. Camilli dopo la doppia espulsione di oggi che fa il paio con la punizione a due in area nella gara contro il Piacenza costata la vittoria ai suoi uomini, ricamerà presunte trame di Palazzo, aggrappandosi al solito vittimismo di facciata in casi del genere. Domanda per il patron: dov'era il Grosseto il giorno in cui decise di esonerare Gustinetti? Si dia la risposta.


