Frosinone, ecco Guido Carboni...
Francesco Rossi
Tocca dunque a Guido Carboni, fratello dell’ex romanista Amedeo, il compito di salvare la stagione del Frosinone. Dopo una giornata di consultazioni frenetiche, Stirpe e Ortoli hanno virato per l’ex tecnico del Rimini. Fatto insolito in casa gialloblu se si pensa che l'ultimo cambio in corsa risale a sette fa, quando in C-2 Daniele Arrigoni subentrò a Francesco Giorgini, e dopo una splendida cavalcata partita dalla penultima posizione arrivò diritto in C-1. Carboni si appresta a disputare il suo sesto campionato di B da allenatore, anche se in quello in corso e quello dello scorso anno a Rimini per sole 5 giornate. Tatticamente non è un integralista ad ogni costo. Predilige il 4-4-2, ma spesso ha schierato le sue squadre anche col 3-5-2. Prima di passare in panchina, Carboni ha per 17 anni calcato il terreno di gioco. La carriera di calciatore inizia nell’Arezzo squadra della sua città nel lontano 1980. Si conclude dopo un biennio scandito da 22 gettoni e 2 reti. Si trasferisce al Benevento (20-2), quindi Osimana (24-4), Montevarchi (82-21), Empoli (59-13), Siena (56-12), Giorgione ( 29-4), torna al Montevarchi nel 1995 per gli ultimi 2 anni nei quali totalizza 40 presenze realizzando 7 reti. Dal campo alla panchina il passo è brevissimo. L’anno dopo, nel 1998, lo chiama l’Aglianese nel CND, che chiuderà con un 7° posto tutto sommato positivo. La buona annata alla guida dei toscani gli regala la panchina dell' Olbia sempre tra i dilettanti. Le cose però non vanno benissimo e conclude in quattordicesima posizione. Nonostante ciò a fine stagione arriva la prima importante chance. Dalla Costa lo vuole al Genoa in serie B. Non avendo però il patentino di prima gli affiancano un grande "vecchio" come Alfredo Magni. Le difficoltà sono parecchie e viene allontanato per il primo esonero da tecnico. Riparte l’anno dopo da Pisa in C-1 anche qui non termina la stagione. La valigia è però sempre pronta. Cosi nel 2003 rimane sempre in C-1 cambiando girone ed approda sulla panchina della Viterbese. Bella squadra, compatta, armonica. I gialloblu partono lanciati, resteranno per parecchie settimane in testa alla classifica facendo sognare un’intera città. Finisce con la qualificazione ai play off terminati con la doppia finale contro il Crotone di Gasperini che alla fine avrà la meglio. Ma per Carboni arriva lo stesso la “promozione”. Lo chiama Matarrese da Bari per impostare un progetto che prevede la promozione in serie A nel giro di qualche anno. In Puglia rimane due stagioni (2004-2006), ottenendo piazzamenti un po’ modesti: finisce 13° il primo anno e 12° il secondo. Nel 2007 inizia la stagione da inattivo, ma a metà percorso lo chiama Vrenna da Crotone; c’è da sostituire Elio Gustinetti reo di non lottare per la promozione nell’anno in cui la B annovera Juventus, Genoa e Napoli. La situazione è subito complicata e prende una brutta piega. I pitagorici si inabissano nel fondo classifica e Carboni viene allontanato a poche giornate dalla conclusione per Franco Selvaggi, con la squadra però già retrocessa. Annata nera. Nonostante ciò riparte quasi subito. Pochi mesi ed alla vigilia della nuova stagione si trasferisce in Irpinia per sostituire il dimissionario Sarri. Anche qui stesso grafico di Crotone. L’Avellino fatica parecchio, non riesce a emergere e Carboni viene esonerato per far posto a Calori. Retrocessione. La dea bendata però è sempre benevola, così lo scorso anno a poche giornate dal termine (più in la vedremo tocchino pure ferro i tifosi ciociari..), si accasa al Rimini in sostituzione di Selighini sconfitto in casa proprio dall’Avellino che nel frattempo era stato ripescato al posto del Messina. Tra una difficoltà ed un’altra la salvezza anche diretta sempre a portata di mano. Invece per una serie di risultati è costretto a disputare i play out contro un miracolato Ancona. Parte da una posizione di classifica che lo vede favorito. Con due pareggi è salvezza. Di fatti il match del Conero termina in parità. E’ però al Neri che succede l’imponderabile: Carboni è convinto di avere la salvezza in pugno e gioca ad addormentare la partita. Ma a pochi minuti dalla conclusione viene punito e beffato da Mastronunzio che regala un’insperata salvezza ai suoi e manda all’inferno i romagnoli. Per Carboni ennesimo boccone amaro. Nonostante un triennio da far tremare i polsi, evidentemente gode ancora di un buon credito. E ieri è giunta la chiamata dalla Ciociaria. Ma dovrà veramente tirare fuori il meglio di se. Trova una squadra in caduta libera, col morale a pezzi, stanca fisicamente e in pieno stato confusionale dal punto di vista tattico. Probabilmente il tecnico inizialmente proporrà il 4-4-2 che in fase d’attacco si trasforma in un 3-5-2 con Bocchetti che si sgancia fin su a centrocampo. Non sarebbe però da scartare l’idea di partire con la difesa a 3. Maietta-Giubilato-Del Prete dietro, Bocchetti-Basha-Bolzoni-Biso-Troianiello in mediana Santoruvo (che il tecnico conosce molto bene) e Stellone di punta. Con Mattia un po’ più staccato a protezione della retroguardia. Carboni debutta quindi alla 38° giornata esattamente come lo scorso anno a Rimini. Coincidenza un po’ pericolosa per gli scaramantici. Come sempre sarà il campo l’unico depositario della verità, certo è che la società poteva fare di meglio. In questa situazione forse serviva un traghettatore con più garanzie. Saprà Guido Carboni riscattare le ultime pessime annate e salvare la baracca?…I precedenti non sono incoraggianti.


