Frosinone, Carboni: "Concentrati faremo bene. C'è voglia"
Francesco Rossi
Guido, dopo la salvezza tirata per i capelli all'ultima giornata eri sicuro della riconferma?
"No, non ne avevamo parlato. Col Frosinone avevo un accordo fino a fine stagione, dipendeva molto dal risultato, e dal raggiungimento dell'obiettivo. Una volta salvati, mi sono incontrato con il presidente e non ho avuto problemi. Questa è una piazza che mi permette di rimettermi in pista dopo qualche stagione non fortunata, c'è grande voglia di riscatto da parte mia, ho trovato un posto buono, e sono felicissimo di rimanere a Frosinone".
Avete pianificato in toto la campagna acquisti con la dirigenza?
"Abbiamo fatto una riunione sia con Ortoli sia con Graziani: in questo momento abbiamo pensato a piazzare Basha (23) e Troianiello (27), giocatori molto richiesti, che avevano voglia di prendere altri lidi, e che sapevo sarebbero partiti.
Cercheremo, in base a questi introiti, di creare una squadra in grado di dare del filo da torcere a tutti, questo è l'obiettivo.
È prematuro pensare a che posizione occuperemo, in questo momento si parla solo di cessioni. Il nostro pensiero è fare una squadra che può giocarsela, creare un'identità e uno spirito ben precisi".
Hai anticipato una mia domanda, legata proprio a Basha e Troianiello: pensi che siano pronti per una dimensione più ampia?
"Io li ritengo due giocatori importanti, nonostante si siano affacciati tardi al grande pubblico. Soprattutto Basha in un ruolo dove non ci sono giocatori con quelle caratteristiche e qualità, può fare benissimo la massima serie".
Hai sempre insistito sul volere la rosa pressoché definitiva fin dal ritiro, così da poter lavorare con calma plasmando il gruppo. Pensi che sarai accontentato quest'anno?
"Con i tempi che corrono è molto difficile, poi il mercato si è allungato, una volta c'erano i tempi tecnici più corti, adesso si va fino a fine agosto. È un momento particolare per il calcio, purtroppo sono sempre meno le società con un potere d'acquisto importante. Si cerca di salvaguardare i bilanci, e spesso ci dobbiamo adeguare, ma questo non vuol dire non avere idee. L'importante è individuare e prendere quei giocatori funzionali al progetto, a Frosinone abbiamo tracciato le nostre strategie, poi bisogna vedere come evolve il mercato, questo è poco ma è sicuro.
L'ideale sarebbe partire con gran parte della rosa a disposizione, vedremo strada facendo quali saranno le problematiche e come potremo risolverle. Il mercato deve cominciare per tutti, l'importante è sapere quali sono gli obiettivi da raggiungere, e non avere fretta".
Il Frosinone, nello scorso campionato, era quello delle prime giornate in piena zona promozione, o quello dei 5 punti in 15 partite nella fase terminale?
"Non so, credo che probabilmente ci poteva essere un po' più d'equilibrio, sta di fatto che il campionato non lo devi guardare nelle prime o ultime dieci giornate, ma va guardato nella continuità di 42 partite, lì fai un'analisi a 360 gradi. Nel nostro piccolo abbiamo fatto un miracolo salvandoci, con una squadra in caduta libera, e lo dicevano i numeri di 5 punti in 15 partite. È stata una piccola impresa, un punto di partenza e non di arrivo, bisogna avere continuità, un assetto, un equilibrio un po' più importante, è un campionato nel quale prendi giudizi positivi, ma con le difficoltà son sempre dietro l'angolo. La Serie B è questa, ogni domenica devi essere sul pezzo".
Si legge di possibili cambiamenti nella dirigenza, a te è stato detto qualcosa a riguardo?
"Io faccio riferimenti al dott. Stirpe, la società è lui, poi Ortoli e Graziani che sono i dirigenti. Io in questo momento qui devo solo pensare al presente, se poi ci saranno novità in futuro ora non lo so dire".
Pensavi di rimanere fermo quasi un anno intero, dopo la bruciante retrocessione con il Rimini del campionato 2008/2009?
"Per la troppa voglia di lavorare fai scelte non giuste, però fondamentalmente sono sempre sereno, perché sia l'anno scorso che questo ho sempre dato il massimo che potevo dare. Ho trovato due situazioni dal punto di vista globale difficili, a Rimini c'è mancata un'inezia, quest'anno è andata bene, ma io ho sempre dato il massimo.
L'esito dei risultati ti fa giudicare, ma il lavoro non va pesato su 5 partite, su una retrocessione dipende molto chi è stato 10 mesi in panchina: sono stato solamente un mese, così come nella salvezza di Frosinone va valutato che ho preso una squadra che aveva già 42 punti quando sono arrivato. Non bisogna dimenticare, nel bene e nel male, quello che c'era prima. A Bari so di aver fatto due ottimi campionati, per quelle che erano le risorse tecniche e le disponibilità finanziarie, però magari agli occhi dei tifosi sono sembrati due tornei anonimi, ma io so che sono stati anni importanti perché contraddistinti da grandi difficoltà finanziarie.
Essere giudicati su 5 partite è deprimente! A Rimini su 5 partite ne avevo vinte 3 praticamente, perché quella con il Pisa al '94 avevo vinto ed ero salvo, e c'è stato un rigore fasullo a scombinare tutto. Poi i play out sono storia a sé, quest'anno la Triestina, sulla carta più forte del Padova, è arrivata con una situazione psicologica compromessa e con infortuni non dovuti all'allenatore, perdendo 0-3 in casa, come noi l'anno scorso all'82' con l'Ancona, all'ultimo tuffo! Non mi guardo mai indietro né in positivo né in negativo, e comunque penso al presente e alla stagione che verrà, sono concentrato e sono convinto che faremo bene a Frosinone".
Una divagazione al mercato canarino: pensi che tuo fratello Amedeo sia pronto per rituffarsi nel calcio italiano?
"Potrei essere di parte, cerco di essere il più obiettivo possibile, perché so che Amedeo conosce bene il calcio europeo, ha grande esperienza, ha un ottimo rapporto sia con Benitez sia con molti allenatori che vanno per la maggiore, quindi è una pedina importante sia per Rafa che per l'Inter. È un ragazzo che sa stare al proprio posto, ma che conosce bene le tematiche del calcio.
Io sono molto più bravo di lui in panchina, lui all'esterno crea un ottimo rapporto coi calciatori, non conta solo allenare. Bisogna sapere gestire il mondo esterno, Amedeo è bravo su questa cosa, io posso migliorare sotto questo punto di vista".


