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CONTRO IL LECCE UN FROSINONE AL GRAN COMPLETO

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Francesco Rossi
giovedì 4 febbraio 2010, 16:45Frosinone
autore Francesco Rossi
04.02.2010 16:45Frosinone

Terminata la sessione riparatrice del calcio mercato, ritorna dopo la sosta della scorsa settimana, il campionato cadetto. Un campionato ricco di novità per parecchie squadre. Prime fra tutte Torino, Lecce e Brescia. Non solo per il blasone e i pronostici, che li vedevano favorite ai nastri di partenza. Ma, se non soprattutto, per la campagna acquisti. In particolare al Toro dove il ds Petrachi ha rivoltato la squadra come un calzino. Il lavoro dei tecnici verrà vagliato con la lente di ingrandimento. Insomma come sempre sarà vietato sbagliare. Cairo però  battendo tutti sul tempo ha già esonerato e richiamato il proprio allenatore. E certamente non può dirsi del tutto tranquillo Beppe Iachini, soprattutto se il tuo presidente si chiama Corioni Gino. Se la passa molto meglio il Lecce di Gigi De Canio. Il tecnico materano sta andando forse anche più in là rispetto ai programmi iniziali. E siccome l’appetito vien mangiando nel tavoliere delle puglie hanno deciso di non farsi sfuggire l’occasione. Primo posto è, primo posto sia. Così direttamente dalla Mole sponda granata sono giunti Di Michele e Loviso, due pedine che se in forma possono davvero fare la differenza. Gigi sorride sotto i baffi, con questi due innesti ha completato un ingranaggio che già ruotava a meraviglia. Ma non sarà certamente facile per i salentini. A partire dalla prossima trasferta di sabato che li vedrà impegnati al “Matusa” contro i canarini ciociari del Frosinone. All’andata furono legnate. La Checco Moriero band strapazzò i giallorossi come un uovo al tegamino. Ripartenze, verticalizzazioni, contropiedi. Tutto perfetto. De Canio in bambola, ci capì poco. Era l’allenatore nel pallone. Il tecnico frusinate leccese di nascita, uscì tra gli applausi del suo pubblico. Da allora tanta strada è stata fatta. Ed un girone dopo, le parti in termini di classifica si sono invertite. Comanda la città di Santo Oronzo. Il Frosinone insegue. Com’è giusto che sia. Qualcuno ha storto il naso per via dell’immobilismo societario in sede di campagna acquisti. Ma il Frosinone, è bene ricordarlo non deve vincere il campionato. Il Frosinone deve innanzitutto salvaguardare la categoria. Valorizzare qualche giovane, e poi se ci sarà spazio e tempo per i sogni di gloria nessuno si tirerà indietro. Moriero è stato ingaggiato per un progetto a lungo termine. Deve crescere e con lui la squadra. Una squadra che lo segue, lo ascolta. Ecco perché non avrebbe avuto molto senso stravolgere l’intelaiatura base. E comunque a novembre era stato preso dagli svincolati un certo Roberto Stellone e non l’ultimo dei moicani. Bisogna correggere l’assetto soprattutto in curva, perche la squadra sbanda un po’. Santoruvo nella consueta conferenza stampa di metà settimana faceva riferimento a dei piccoli cali di concentrazione, anche se non generalizzati, ma individuabili su qualche singolo. Anche in questo il tempo darà le dovute risposte. La squadra del resto è un giusto mix tra anziani e giovani. Sicignano e Basha due esempi. Costacurta in una intervista rilasciata ieri, metteva l’indice sulla fase difensiva. Secondo l'ex milanista non sarebbe ben curata da parte di Moriero. Le sconfitte di Cesena e quella casalinga contro l’Ascoli farebbero propendere per questa tesi, me è vero fino ad un certo punto. Perchè quando per via di infortuni sei costretto a cambiare gli uomini del pacchetto arretrato ogni settimana è dura far quadrare il cerchio. Ciò che probabilmente manca alla linea difensiva frusinate è proprio l’amalgama. A parte il numero uno e Bocchetti, gli altri tre non sono quasi mai stati gli stessi. Questo è chiaro che influenza parecchio il rendimento. Ecco perché non è questione di modulo. Fino ad oggi lo “spallettiano” 4-2-3-1 ha funzionato abbastanza bene. Certamente si dovrà pensare a qualche variante sul tema quando Stellone sarà arruolabile al 100% (ci siamo quasi). Sacrificare uno come Santoruvo appare un’imprecazione da scomunica. Vincenzino ha tolto le castagne dal fuoco (e non solo quelle), una infinità di volte che meriterebbe una statua. Le soluzioni non mancano. Passare al 4-4-2 sacrificando uno tra Aurelio o Basha, fermo restando il trio Troianiello-Biso-Cariello. Anche se andrebbe verificata l’adattabilità soprattutto degli esterni di agire sulla fascia senza convergere al centro in fase di copertura. Oppure chiedere a Stellone di partire un po’ più da dietro e in questo caso il predestinato alla panchina sarebbe l’esterno napoletano ex Crotone. C’è poi l’opzione del 4-3-3 di zamaniana memoria. Che forse viste le caratteristiche degli uomini soprattutto in fase avanzata, potrebbe essere la soluzione migliore. Intanto però c’è da preparare per bene la sfida con la capolista. Moriero per la prima volta dall’inizio della stagione a parte Maietta, ha tutta la rosa a disposizione. Tutti gli indisponibili hanno svuotato l’infermeria, e così si potrà finalmente ragionare su una formazione dettata dall’esigenza tattica e non dalla sala medica. De Canio arriva in ciociaria col dente avvelenato, convinto e deciso com’è a rivendicare lo sgarro dell’andata. Ma anche lui dovrà fare i conti con una squadra smaniosa di regalare un risultato di prestigio ai propri tifosi, e determinata a cancellare la disfatta di Mantova.

 

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