TIRRENO - RIFLETTORI SUL CORALLI SHOW
Un compleanno, il 27º, da festeggiare insieme ai compagni (con tanto di pasticcini, pizzette e spumante nello spogliatoio), il traguardo della doppia cifra (10 in gol in B) appena raggiunto, la madre di tutte le partite dietro l’angolo. Per Claudio Coralli, insomma, questi giorni particolari, speciali. Da vivere intensamente e, perché no, da raccontare con quella sincerità disarmante che lo accompagna costantemente (e, fidatevi, nel mondo del pallone si tratta di marcia piuttosto rara).
IO E I GOL. «Sono contento di aver raggiunto la doppia cifra - attacca il bomber - anche perché mi ero posto il traguardo dei 15, che è sempre più vicino. Spero di continuare con il ritmo delle ultime giornate (4 in 3 gare), dunque, perché vorrei che servissero ad entrare nei playoff. E’ un traguardo che sentiamo di poter raggiungere, anche se sarà importante invertire subito la rotta in trasferta. Non so spiegarmi cosa ci succeda, ma a Frosinone sul piano del gioco siamo andati meglio e ora devono per forza arrivare anche i risultati. La coppia con Eder? L’intesa è migliorata di giorno in giorno e ormai è praticamente perfetta. Ora lui sarà squalificato, è vero, ma anche Cesaretti, Fabbrini e Saudati hanno dimostrato di stare bene e non ci saranno problemi. Anzi, il problema sarà conservare il posto da titolare».
IO E LA SFORTUNA. Ma il problema, probabilmente, sarebbe fare a meno di un Coralli che, finalmente, si sta consacrando. «La scorsa stagione era iniziata bene - ricorda - ma poi quel brutto infortunio mi ha fatto perdere un anno. Un peccato, ma l’importante è che ora si tratti solo di brutti ricordi. Anzi, l’importante ora è arrivare sano alla partita di sabato contro il “mio” Cittadella».
IO E IL CITTADELLA. Già, perché gli infortuni di Coralli, nella passata stagione, capitarono proprio alla vigilia della sfide che lui voleva giocare più di ogni altre (sia in Coppa Italia che in campionato). «E ora faccio gli scongiuri - sottolinea - perché ci tengo davvero una cifra a giocare al Tombolato. A giocare e a segnare, per dirla tutta». Eppure Coralli è tutto meno che un ex dal dente avvelenato. «Al Cittadella non sono stato bene - spiega - sono stato come un re. Il povero presidente Angelo Gabrielli (scomparso da non molto, ndr) ci trattava tutti come figli. Sono sicuro che sarebbe stato felice di vedermi sabato, anche se con la maglia dell’Empoli». Il feeling, però, non era solo con il massimo dirigente. «Tanti tifosi del Cittadella (che lo chiamavano e lo chiamano Ciccio, ndr) sono ancora miei amici. Siamo in contatto con Facebook - racconta - e a loro sarò sempre legato. Mi dicono che ho scritto una delle pagine più belle della storia del Cittadella (20 gol in C1 e promozione in B, ndr) e ne sono fiero. Ma, in questo senso, mi sento un ragazzo fortunato. Anche coi tifosi dell’Empoli ho un rapporto splendido».


