TIRRENO - D'AMICO HA SCOPERTO DI POTERCI STARE
Scoprirsi grande a 30 anni. O almeno scoprirsi all’altezza di quella serie B tanto inseguita e più di una volta sfuggita per un soffio. Lo disse il giorno dell’arrivo, Toni D’Amico: «Ormai non ci speravo più». Ma il traguardo se lo è conquistato con tanti chilometri percorsi sui campi della Lega Pro e, sabato, ha dimostrato di meritarselo con una partita, la sua prima da titolare, convincente sotto tutti i punti di vista. Una prova di sostanza, ma condita anche da quattro tiri in porta. Uno di quali, peraltro, ha innescato l’azione del gol firmato da Coralli.
«Ero uno schema - scherza D’Amico - il mio tiro sballato e il tacco di Stovini li avevamo provati in allenamento. Battute a parte, sono contento. E’ stata una bella partita, una bella vittoria. Dopo tanti successi interni avevo pensato “ora gioco io e va a finire male”. Invece...».
Invece ha festeggiato bene il suo 30º compleanno.
«Mi sono fatto un gran bel regalo. Credo di aver dato il mio contributo, insomma, e sono felice. Ma è difficile spiegarlo a parole».
Però è comprensibile: aspettava la serie B da tanto tempo...
«Quando sono arrivato qui nessuno, né la società né il tecnico, mi hanno chiesto di dimostrare qualcosa. Io, però, sapevo di dover dimostrare qualcosa a me stesso. Sabato, dopo l’apparizione con l’Ancona, ho avuto la prima possibilità e ho cominciato a vincere questa sfida».
Eppure non è proprio un ragazzo all’esordio: ha giocato tanto, in carriera, fino a diventare il capitano del Foggia.
«E quella è una fascia pesante. Ma, ripeto, ero una risposta che dovevo a me stesso. Per questo, oggi, sono particolarmente felice. E’ come se un sogno avesse cominciato a realizzarsi».
Fra l’altro, a vederla in campo col Modena, sembrava giocare nell’Empoli da sempre.
«In effetti ci ho messo poco ad ambientarmi. Conoscevo già il mister, e questo mi ha aiutato, ma devo ringraziare tutti i miei compagni perché ho trovato un gruppo eccellente sotto il profilo tecnico, e soprattutto, umano».
Ora manca l’esame in trasferta: magari potrebbe diventare lei l’uomo della svolta.
«Non credo proprio. Fra l’altro col Frosinone siamo stati puniti dagli episodi ma meritavamo noi di vincere. E io, comunque, spero solo di continuare a dare il mio contributo. Da domani, però, perché anche per oggi voglio godermela...».


