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Chievo, il saluto di Di Carlo

Chievo, il saluto di Di Carlo
autore
Francesco Rossi
giovedì 27 maggio 2010, 18:30Calcio in pillole

Le prime parole dopo la scelta di lasciare Chievolandia. Il passo d'addio è arrivato. Mimmo Di Carlo saluta Verona, il Chievo, il suo piccolo mondo. La chiamata della Sampdoria si è rivelata essere tentazione irresistibile. Comprensibile per Mimmo, che adesso andrà a confrontarsi con i campioni, Cassano e la Champions.

Di Carlo, adesso lo si può dire?

"Sì, ho deciso di sposare il progetto della Samp. Ho deciso in questa maniera e adesso si apre l'opportunità di lavorare con la Sampdoria".

Eppure venerdì scorso lei e il Chievo sembravate essere molto vicini al rinnovo. Che cosa è successo?

"A volte bisogna essere bravi a riflettere bene su quello che sta succedendo, per fare poi le scelte più giuste. Per restare al Chievo bisognava essere convinti al 150%. E la società ha capito la mia esigenza. Mi è stata offerta un'occasione importante, e dopo una lunga valutazione ho deciso di ascoltare la voce che è arrivata da Genova. Con il Chievo, la piazza, i tifosi si è creato comunque un feeling straordinario. E in questo anno e mezzo passato assieme ci siamo tolti davvero delle grandi soddisfazioni. Il cuore mi suggeriva sempre di restare vicino al Chievo. Poi quando senti che manca qualcosa e vedi arrivare una grande occasione a livello professionale ti trovi a rivalutare tutto. E ho scelto di affrontare una nuova avventura. Stimolante e molto importante".

Il divorzio come è stato?

"Tranquillo. Anche perché io non dimentico. Campedelli e Sartori mi hanno chiamato al Chievo e mi hanno permesso di rilanciarmi. Non fosse stato per loro, oggi non sarei qui a vivere questa situazione. Ringrazio la società ma anche la squadra che mi ha sempre seguito. Abbiamo creato una mentalità Chievo che ci ha permesso di emozionarci in più occasioni. Spero un giorno ci possa essere sempre la voglia di stare insieme in maniera giusta, mantenendo nel tempo un rapporto che si è rivelato essere molto profondo".

Qualche tifoso, a dire il vero, c'è rimasto un po' male ed ha evidenziato che Di Carlo in questa scelta ha riflettuto forse troppo poco. Lei che cosa si sente di rispondere?

"Non era mia intenzione andare via. È chiaro, però, che per rimanere al Chievo bisogna essere certi di farlo al 100% ogni anno. Era successo l'anno scorso, quando abbiamo parlato 4-5 giorni prima di decidere di continuare insieme. E la volontà era la stessa anche questa volta. Ma si è verificato un imprevisto: la chiamata di un grande club. E penso che sia comprensibile trovarsi di fronte al dubbio. Le cose sono cambiate. E sono dell'idea che quando sposi un progetto devi essere convinto fino in fondo. Ho scelto così di confrontarmi con una nuova realtà".

Chi si porterà a Genova?

"Sicuramente il mio vice Murgita e il preparatore atletico Brignardello. Il preparatore dei portieri Filippi ha ricevuto un'altra offerta di lavoro stimolante (la Juventus) e sta valutando cosa fare".

Il bello e il brutto della sua avventura al Chievo?

"Rimane la convinzione di avere fatto qualcosa di grande. E mi porterò dietro anche alla Samp la mentalità acquisita qui al Chievo. Poi penso che la vittoria sulla Juve sia stato uno dei momenti più esaltanti di questi due bellissimi campionati".

 

Fonte larena.it

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