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Benevento, Stellone: "L'emergenza non mi preoccupa. L'aspetto mentale ora è il problema principale"

Benevento, Stellone: "L'emergenza non mi preoccupa. L'aspetto mentale ora è il problema principale" TuttoB.com
Stellone
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
autore
Marco Lombardi
venerdì 17 febbraio 2023, 23:43Benevento

Roberto Stellone, allenatore del Benevento, ha presentato questo venerdi nel tardo pomeriggio il match con il Brescia. La conferenza stampa è stata trasmessa in diretta su ottochannel.tv, la televisione di Oreste Vigorito presidente del Benevento calcio.

Rientrano Schiattarella e l’ex Brescia Mattia Viviani dalla squalifica, possono giocare insieme?

“Oltre a Pettinari, infortunato dell’ultima ora, si aggiunge anche Cappellini. Schiattarella e Letizia non stanno benissimo per partire dall’inizio. Non dobbiamo correre il rischio di anticipare il rientro di alcuni giocatori. Abbiamo comunque tirato fuori un undici molto buono, vedrete. Siamo in emergenza, ma non mi preoccupa. Giocherà Mattia e sono sicuro che farà bene. Abbiamo rivisto gli errori commessi la scorsa settimana, speriamo di evitarli con il Brescia”.



Ha dubbi sugli esterni?

“No, ho già dato la formazione ai ragazzi. El Kaouakibi sta bene, vediamo se partirà dall’inizio. Più avanti quando entreremo in confidenza vi darò anche la formazione già il giorno prima della partita. Non è ancora il momento (sorride, ndr)”.

Vista l’emergenza in attacco, sta pensando di cambiare il modulo o riparte dal 3-5-2?

“Abbiamo preparato la gara con il Brescia su tanti aspetti. Non sappiamo come giocheranno loro. Con l’arrivo di Possanzini hanno giocato con il 4-3-2-1 e hanno perso, mi aspetto che cambino ancora. Ci siamo preparati su diversi moduli. Possiamo essere offensivi con un attaccante con inserimenti dei centrocampisti o difensivi con quattro attaccanti se non attaccano nel modo giusto. Sui cross contro dovremo avere sempre almeno 3-4 giocatori che coprano la porta. Dobbiamo migliorare le scelte in certi momenti della gara. Dobbiamo diventare squadra il prima possibile, questo è più importante di qualsiasi modulo. Prima diventi squadra e prima ottieni punti”.

E’ stato più complicato preparare la partita dal punto di vista tattico, visti i tanti assenti, o mentalmente visto che non arrivano i punti?

“Ripartiamo da quanto fatto di buono con il Cagliari. Dobbiamo migliorare nell’impedire alla squadra di farci gol. Come? Ad esempio posizionandoci meglio anche su un calcio d’angolo. L’aspetto mentale in questo momento è il nostro problema principale. La squadra ha perso certezze, domani è una partita molto importante perchè vincendo scavalcheremmo il Brescia. Dobbiamo provare a vincere, ma non dobbiamo perdere. Non è una discorso pessimistico. Loro perdono da cinque partite, in questo lasso di tempo hanno cambiato tre allenatori, subiscono tanti gol, ma anche loro avranno lavorato molto sul livello mentale. Ma il Brescia sa giocare a calcio, a inizio stagione era primo. Dovremo essere accorti e capire quando andare a prenderli alti e quando no. Bisogna capire i vari momenti della partita. Anche il Napoli a volte sta dietro la linea della palla, significa che possiamo farlo anche noi. Possanzini è un allenatore che vuol provare a palleggiare, potremo concedergli qualche passaggio in più, ma le partite non si vincono con i passaggi… Speriamo che i nostri tifosi ci spingano. Non si può non ascoltare l’appello del nostro presidente, per come l’ha detto. Se la gente non viene allo stadio ad aiutarci sarà ancora più difficile. Se non verranno, cercheremo di riportarli allo stadio con le prestazioni”.

L’infortunio di Pettinari può portarvi a guardare il mercato degli svincolati?

“Ci sono fuori anche Farias e Ciano, potrebbe essere un’opzione anche se gli svincolati sono a corto di condizione fisica. Molte volte si è intervenuto a febbraio prendendo uno svincolato che aveva bisogno di un mese per tornare in forma e qualcuno si è anche strappato per allenamenti più intensi. Per ora pensiamo solo al Brescia poi vedremo”.

Lei è un grande motivatore, ma in questo momento servirebbe più un prete come ha fatto Cellino per esorcizzare paura e nervosismo?

“Con i ragazzi ci siamo detti tante cose. C’è un aspetto principale: la comunicazione in campo, a prescindere dal tipo di partita che si vuole fare. Presso se sono messo bene, non è legge che se vai alto vinci la partita. Il calcio è gioco di duelli, più ne vinci in attacco e più hai chances di vincere le partite. Oggi non siamo sereni e tranquilli per fare calcio palleggiato, partendo da dietro. Dobbiamo essere pratici e badare al sodo. Non significa buttare tutte le palle in avanti, ma capire se qualche lancio ci può servire. Non dobbiamo sbagliare l’approccio, può bastare anche una scivolata fatta bene per entrare al meglio in partita”.

Simy e La Gumina sono le due punte. Simy è sempre stato una bestia nera a Crotone quando giocava contro il Benevento, ma ora non riesce più ad entrare negli ingranaggi di squadra. Ha parlato con lui?

“Si, ma non bisogna mettere il dito nella piaga. Sono stato attaccante e se stai tanto senza segnare non è che non ne sei più capace, è un insieme di certi aspetti. A Cagliari gli sono arrivati pochi palloni. Deve solo sbloccarsi poi vedremo un altro Simy. Non è un problema suo, ma di tutta la squadra. Abbiamo ancora il tempo per invertire la rotta. Dobbiamo crescere tutti insieme. Anche ai grandi fenomeni capitano momenti difficili”.

Nei pochi allenamenti che ha avuto a disposizione essendo appena arrivato, ha capito se i giocatori hanno la consapevolezza del momento delicato che stanno attraversando non essendo questa una squadra costruita per salvarsi?

“Io sto dando intensità negli allenamenti. La squadra sta bene fisicamente. Con le esercitazioni esasperate, anche in inferiorità numeriche, sto facendo capire che dobbiamo aiutarci uno con l’altro per uscire dal periodo negativo. A Cagliari non abbiamo fatto errori gravi, con il Venezia invece sì: errori palleggiando da dietro, dando certezze alla squadra avversaria. Dobbiamo crescere nel capire le scelte da fare, quando ragionare e andare veloci e quando fare passaggi più vicini. Sono sicuro che miglioreremo”.

Karic, Kubica e Koutsoupias finora sono stati una delusione. Come li vede ?

“Io e i miei collaboratori facciamo le scelte in base a quello che vediamo. Abbiamo un gruppo con due giocatori per ruolo: in base al lavoro della settimana, alla condizione e alle caratteristiche dell’avversario scegliamo chi è meglio. Rispetto a Cagliari farò dei cambi: non sono bocciature, ma è in base al momento nostro e dell’avversario. Tutti sono importanti e nessuno indispensabile”.

Nota anche una mancanza di amalgama in squadra?

“Quando oggi ho dato la formazione di chi giocherà domani, non ho visto facce strane. Questo significa che c’è l’atteggiamento giusto. In precedenza mi è capitato di vedere giocatori superficiali se sapevano di non partire dall’inizio. Oggi mi è piaciuto l’atteggiamento anche di chi sa che non partirà dal primo minuto. E’ lo spirito che ci farà salvare. I risultati positivi creano entusiasmo, quello ce l’hai solo quando attraversi bei momenti. Oggi noi non abbiamo questo, ma possiamo ottenerlo. Amalgama ce n’è, bisogna solo comunicare di più” [...].