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Ascoli

Ascoli, il dg Lovato: "Se si può, il campionato va terminato"

31.03.2020 18:30 di Christian Pravatà  Twitter:   
Fonte: www.picenotime.it

Il direttore generale dell'Ascoli Gianni Lovato sta trascorrendo nella sua abitazione in Piemonte le giornate di "lockdown" a causa dell'emergenza Coronavirus, con il mondo del calcio che continua ad interrogarsi su quali potranno essere gli scenari futuri dopo lo stop di tutte le attività agonistiche.

"Il patron Pulcinelli ha sottolineato ieri che il Paese è fermo. Lui da imprenditore di rilevanza nazionale ha una fotografia esatta della situazione ed ha ragione nel porsi grossi dubbi sulla possibilità del campionato di ripartire a breve. Basterebbero le parole del ministro dello Sport Spadafora sullo stop agli allenamenti nel mese di Aprile per averne conferma. Di mesi davanti prima della prossima stagione però ne abbiamo ancora tanti e penso che le istituzioni calcistiche -  e non - abbiano il dovere di approntare scenari credibili sia nel caso le cose vadano per le lunghe, sia in quello che profilano alcuni modelli matematici, secondo i quali a metà Maggio i contagi dovrebbero esaurirsi. É superfluo dire per quale delle due ipotesi facciamo il tifo, mentre mi sembra interessante ragionare su quali sarebbero gli effetti di una normalizzazione nel giro di un paio di mesi - ha dichiarato nel pomeriggio odierno Lovato a Picenotime.it -. Leggo e sento molti pareri su come rimettere in moto la macchina calcio quando, speriamo il prima possibile, l'emergenza Coronavirus sarà finita, ma spesso si tratta di dichiarazioni indotte prettamente dalle personali situazioni di classifica. A mio parere servono scelte condivise che partono, oltre che dalla primaria e fondamentale valutazione sanitaria, anche da riflessioni di ordine sportivo ed economico. Il calcio italiano fa leva soprattutto sui proventi dei diritti televisivi, per far sì che sia Sky che Dazn possano portare a compimento i propri impegni è necessario concludere la stagione. Problema date e prolungamento verso l'estate? I modelli matematici e scientifici, appunto, prospettano per metà Maggio un termine dei contagi del virus in Italia. Ammesso che sia vero, come ci auguriamo tutti, si potrebbe ipotizzare una ripresa dei tornei per inizio Giugno. A quel punto sarebbe possibile andare avanti anche fino al termine di Agosto, l'Uefa si è già espressa in tal senso mostrando disponibilità a protrarre le competizioni nazionali per tutto il corso della stagione estiva dopo che sono stati rinviati sia Europei che Olimpiadi. Scadenza dei contratti e dei prestiti al 30 Giugno? E' una scadenza formale che può essere modificata appositamente in questa fase emergenziale. Se si spostano in avanti le partite di un un paio di mesi, lo stesso si può fare anche per le scadenze dei contratti e dei prestiti. Basta averne la volontà. La preoccupazione sull'incidenza di queste decisioni sul prossimo campionato mi sembra eccessiva. Si potrebbero recuperare date nei turni infrasettimanali agendo sulla Coppa Italia. Così com'è strutturata ora ha poco senso, si tendono a giocare tante partite, tipo la nostra con il Genoa in notturna ad inizio Dicembre, in stadi vuoti e senza la minima attenzione mediatica. Per un anno, se non ci fossero alternative, si potrebbe tranquillamente cambiare il format o addirittura non giocare la Coppa italia, pur di assicurare un campionato regolare prima dell'Europeo - ha aggiunto Lovato -. Qualora sarà possibile tornare a giocare, lo si dovrà fare ovviamente nelle massime condizioni di sicurezza. Sento parlare di ripresa a porte chiuse, ma non so a che punto questo possa evitare eventuali nuovi contagi. E' vero che si eviterebbero assembramenti negli stadi, ma bisognerà soprattutto garantire la massima tutela sanitaria all'interno degli spogliatoi e per gli addetti ai lavori, visto che basterebbe una singola persona per poi creare un nuovo focolaio. I club, forzatamente, dovranno essere muniti di apposite apparecchiature medicali per effettuare test durante la settimana. So che si sta lavorando in tal senso e che sono in corso delle verifiche sull'attendibilità di queste attrezzature e sulla velocità di esecuzione. Lo considero un aspetto primario per la sicurezza di tutti, dai giocatori ai membri dello staff fino ad arrivare a tutte le persone che garantiscono lo svolgimento della partita, con il Governo che a mio avviso dovrebbe fornire tali dispositivi medici alle società". 

Il direttore generale bianconero ha poi fatto un'analisi approfondita del sistema calcio: "A volte si scade troppo facilmente nella demagogia quando si parla di calcio, un mondo che non è composto solamente da ricchi top club e campioni milionari. E' una piramide di cui fanno parte anche club e calciatori di Serie B, Serie C e serie minori e soprattutto imprenditori che investono proprie risorse per far sì che le rispettive società possano andare avanti. Il prodotto calcio genera liquidità ed incide anche sulla tassazione, crea spettacolo ed ha un indotto economico assai rilevante. Mi aspetto che il Governo comprenda che il calcio non possa essere lasciato al suo destino, ne subirebbe danni l'intero sistema economico nazionale. Sposo di buon grado, ad esempio, la proposta di destinare l'1% dei proventi delle scommesse sportive per un Fondo Salva Calcio che darebbe nuova linfa per ripartire una volta terminata l'emergenza. Dobbiamo essere onesti e franchi, gli stessi imprenditori che con proprie risorse, unite a quelle dei diritti televisivi, permettono la realizzazione e la fruizione di eventi sportivi, dovranno far fronte inevitabilmente a delle criticità nelle rispettive aziende e di conseguenza andranno supportati. Occorre minimizzare il danno economico, per farlo servono unità, responsabilità e scelte condivise, per il bene di tutti. Taglio degli stipendi? La Juventus ha assunto una posizione legittima ed è stata la prima a farlo, ma anche in questo caso mi aspetto una risposta di sistema. A metà Marzo sono stati pagati gli stipendi di Gennaio e Febbraio, per quanto concerne i contributi c'è stato invece un rinvio. A Giugno è fissato il pagamento delle mensilità di Marzo, Aprile e Maggio, ma non giocando vien da sè che gli stipendi restano al momento sospesi. Nei prossimi mesi, è evidente, ci saranno delle mancate entrate per i club. Quando e se si riprenderà a giocare, andrà fatto un approfondito screening delle perdite reali delle varie società ed a quel punto, in proporzione, si potrà pensare ad un taglio dei compensi. Deciderlo ora secondo me non ha molto senso, non sappiamo ancora quale sarà il danno economico dovuto allo stop, spetterà a Figc e Leghe stabilire l'ammontare delle perdite ed a quel punto sia calciatori che tutti gli addetti ai lavori sarebbero chiamati ad una decurtazione degli stipendi in percentuale. L'Associazione Calciatori ha mostrato segnali di apertura in questa direzione - ha precisato ancora il dg bianconero -. Credo che, se la situazione sanitaria lo permetterà, concludere la stagione rappresenti la migliore soluzione dal punto di vista sportivo ed economico, proprio perché consentirà di ridurre l'impatto dell'epidemia sui conti dei club. E, spero, questa drammatica esperienza serva, limitandoci al mondo del calcio, almeno a ridare equilibrio al sistema, con una più equa ripartizione dei proventi dai diritti tv tra i vari campionati. Nel calcio fino ad oggi i soldi non sono mancati, eppure abbiamo assistito a tantissimi fallimenti. Perché? Perché a giovarsene erano in pochi. Questo in nome della competitività in Europa dei nostri top club. Una competitività molto relativa mi pare... Quando il sistema era più equo negli anni '90 ed inizio 2000, non c'erano fallimenti in B e C e si vinceva pure in Europa. E, tra l'altro, la Serie A era molto più bella e incerta rispetto agli ultimi anni. Ho vissuto in prima persona, inoltre, l'estate calda del 2015 per le note vicende del caso Savona-Teramo, non oso immaginare cosa potrebbe succedere in caso di stop definitivo della stagione, basterebbero un paio di istanze da parte dei club sui verdetti per bloccare nuovamente il sistema e ritardare l'inizio dei campionati successivi. Abbiamo già trascorso a livello di giustizia sportiva, per motivazioni sicuramente meno serie e rilevanti del Covid-19, delle estati molto complicate e sarebbe davvero arduo dirimere le richieste di chi, a seconda della posizione di classifica, potrebbe sentirsi in qualche maniera danneggiato". 


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Pordenone 45
 
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Pisa 36
 
Perugia 36
 
Juve Stabia 36
 
Pescara 35
 
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Venezia 32
 
Cremonese (-1) 30
 
Trapani 25
 
Cosenza 24
 
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