Entella, Moreo: "Questa squadra merita questa categoria"
Un anno sciagurato quello vissuto da Stefano MOREO. Due infortuni gravi in rapidissima successione, l'intervento chirurgico e la lunga riabilitazione non hanno però intaccato lo spirito dell'Airone, anzi, l'hanno fortificato. Intervistato da BMagazine in occasione della sfida tra la B Italia e Croazia Under 21 - gara che ne ha sancito il rientro - l'attaccante biancoceleste ha raccontato le difficoltà fisiche e psicologiche incontrate in questo periodo travagliato. Ecco le sue dichiarazioni:
"Per me non è stato un anno semplice, stare fuori per un periodo così lungo è dura. Anche perché non avevo mai subito un infortunio così grave prima d'ora..."
Dopo la chiamata di Piscedda hai realizzato che il tuo calvario era terminato?
"Mi ha fatto molto piacere questa convocazione. Scendere in campo con la B Italia assieme ad altri giovani di livello è una bella soddisfazione. Ritengo sia un’ottima vetrina per farsi notare".
Come hai vissuto il periodo della convalescenza?
"All'inizio non mi ero reso conto della reale entità dell'infortunio. Poi, con l'operazione, capii che sarei dovuto restare fermo diversi mesi. Ero convinto di voler tornare il prima possibile. Cercavo di non buttarmi giù. Per questo, ho preso esempio da Baldanzeddu. Lui come tutti gli altri compagni di squadra mi sono stati vicini".
Quali emozioni provi ora che l'infortunio è definitivamente alle spalle?
"A me il campo mancava tantissimo. Volevo tornare a giocare, ci sono riuscito anche prima del previsto. Ho superato quest'ostacolo, ora penso solo a guardare avanti".
Che rapporto c'è tra la Virtus Entella e i suoi tifosi?
"Chiavari è una piccola città. Qui tutti nutrono un profondo attaccamento per la squadra, la incitano e la sostengono senza contestare o polemizzare quando i risultati non arrivano. E a me questo piace molto".
La Serie B, un campionato tanto passionale quanto complicato.
"Quando molte squadre sono racchiuse in pochissimi punti bisogna sbagliare il meno possibile e restare sempre uniti. Io ero abituato a giocare in campetti dove al massimo c'erano 300 spettatori, ora hoa che fare con stadi come Bologna, Perugia e Catania. Tutto questo è bellissimo, mi dà una grande carica".
Cosa vorrebbe che le riservasse il futuro?
"Intanto la salvezza con la Virtus Entella: la società se lo meriterebbe per la sua serietà. Vorrei che la prossima stagione tutto fosse diverso per me, visto che in questa non ho avuto l'opportunità di far bene"


