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Dentro il campo: Il derby tricolore di EuroCup Venezia-Brescia

15.01.2020 12:04 di Giuseppe Malaguti    per tuttoveneziasport.it   articolo letto 608 volte

La Reyer non poteva sbagliare la partita nel secondo turno di EuroCup e così è stato. Una partita molto compatta, probabilmente la migliore della stagione per continuità difensiva lo dice a chiare lettere anche il coach dei veneti Walter De Raffaele:
“È stata la miglior prova difensiva della stagione insieme a quella fornita al PalaLeonessa in campionato e nell’ultimo match a Trieste. Abbiamo avuto una continuità difensiva importante, tanto sacrificio da parte di tutti. Abbiamo limitato benissimo le loro bocche da fuoco, considerato che reputo Brescia la squadra più in forma del campionato al di là dei giocatori singoli, non a caso veniva da 9 vittorie consecutive stagionali ed era in grandissima fiducia.”
I campioni d’Italia tengono sempre il controllo del match scappando subito via, dopo 7 minuti 17-6. De Raffaele a sorpresa lascia Bramos fuori dai 5 -lo staff tecnico l’aveva spiegato bene nel preview del match che la tattica sarebbe stata decisiva per due squadre che si conoscono benissimo- inserendo Chappell per dare tanta energia difensiva e allo stesso tempo qualità offensiva, tenendo pronto il capitano Michael Bramos uscendo fresco dalla panchina come poi di fatto è successo nelle seconda frazione dove il grecoamericano ha messo 8 punti filati. Questa mossa poi è servita soprattutto per ingabbiare Abi Abass; non a caso nel primi 20 minuti sono solo 4 i suoi punti del giocatore della nostra nazionale che è il grande terminale offensivo della squadra di Vincenzo Esposito. Nel primo possesso della partita Chappell è sull’ala della Germani, subito dopo è un Julyan Stone -sublime in difesa- in“single coverange” ovvero marcatura a uomo senza l’opzione dei raddoppi a seguire Abass anche nel pullman della Leonessa parcheggiato fuori dal Taliercio.
La Reyer all’inizio del quarto periodo, con la tripla di Bramos, vola via sul +19, ma Abass e un ottimo Zerini ricuciono lo strappo fino al 68-60 finale che, in ottica partita di ritorno, per i biancoblù è sicuramente utile.
In casa orogranata sono da sottolineare anche le prove di Ike Udanoh e Mitchell Watt. L’ex giocatore di Cantù e Avellino ha disputato una partita molto attenta e solida dal punto di vista difensivo; un paio difese “show” sui pick&roll avversario hanno permesso alla sua squadra di recuperare un paio di palloni importanti è lo stesso De Raffaele che lo dice: “Siamo molto contenti perché sta entrando nei nostri meccanismi anche se dopo un po’ di mesi. Deve avere un po’ di fiducia offensivamente perché ha le capacità e dinamismo di prendere soluzioni soprattutto quando ha vantaggi fisici, credo però che più giocherà, più prenderà questa confidenza.”
Quanto a Watt nel ruolo di “quattro” a tratti è incontenibile e il coach livornese dell’Umana lo dice chiaramente: “avere loro due e poi insieme Udanoh e Watt, con Mitchell Watt che ha giocato per l’80% da quattro, sta diventando un giocatore totale con tutte le difficoltà difensive, tenendo presente che ha marcato Moss, Silins e  Sacchetti.”
Per chiudere; quando Walter De Raffaele vede difendere la sua squadra come ieri sera si esalta e si carica perché poi vede realizzare il suo lavoro settimanale anche nelle partite. Il Gioco di squadra, lo spirito di sacrifico, la capacità di soffrire, non è importante il singolo, conta il team.
Sostanzialmente quando Venezia gioca in questo modo è davvero difficile per tutti affrontarla, in attesa di Andrew Goudelock ormai ad un passo dal rientro.


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