TOP E FLOP - Avellino-Siena
Il secondo anticipo del venerdì, ha visto fronteggiarsi l'Avellino di Rastelli e il Siena di Beretta. Il risultato finale è stato di 0-1, grazie alla punizione vincente di Alessandro Rosina.
TOP:
Izzo & Arini: Sono loro i migliori dei 'Lupi' di Rastelli. Prova superlativa per il difensore dell'Avellino, che si conferma un uomo cardine della stagione irpina; bravo anche quando deve impostare la manovra (notevole l'assist non sfruttato da Galabinov), oltre che nel fronteggiare le scorribande avversarie. Molto bene anche Arini, a sorpresa sostituito da Rastelli. Prova tattica perfetta per lui, sempre sul pezzo e con la consueta aggressività.
Rosina: E' lui l'uomo partita: decide la gara con una punizione perfetta che batte Terracciano. In generale, è quello che crea un maggior numero di grattacapi alla retroguardia irpina, che riesce a fermarlo solo fallosamente. E' l'artefice principale della stagione di un Siena che mai avrebbe potuto rinunciare al talento del fantasista ex-Toro.
Lamanna: Non è impegnato con assiduità, ma risponde sempre presente quando viene chiamato in causa. Si dice che la forza di un portiere si misuri nelle partite in cui è impegnato un minor numero di volte; lui conferma la regola e salva a più riprese il risultato, con due interventi super.
I FLOP:
Fabbro: La sua prova stona rispetto quella dei compagni di reparto. Pasticcia nell'occasione dalla quale nasce la punizione che porta al gol di Rosina. Appare insicuro e nel primo tempo rischia di servire a Feddal un assist fatale, con il salvataggio successivo di Terracciano.
L'attacco dell'Avellino: Impossibile ignorarlo: i problemi più recenti dell'Avellino sono figli della scarsa vena realizzativa del reparto avanzato: Ciano poco ispirato, Galabinov impreciso, Biancolino mai incisivo. In attesa di ritrovare i gol decisivi, probabilmente Rastelli dovrà lavorare su un reparto che, in precedenza, ha rappresentato un'arma vincente per gli irpini.
Rastelli: Dopo un avvio di stagione esaltante, preoccupa la totale assenza di vittorie interne nel 2014. L'allenatore chiama in causa una spietata 'Dea bendata', e prova a rassicurare l'ambiente. Ma è innegabile che l'Avellino stia vivendo un periodo di preoccupante flessione. Che ne è stato del 'Partenio', fortino nel girone d'andata? Non sarà che forse la squadra senta una eccessiva pressione in seguito a un avvio esaltante? Resta il fatto che l'Avellino ha la stoffa dei club di prima fascia, e ha il dovere di ribadirlo sul campo. A Rastelli il compito di ricreare l'entusiasmo di inizio stagione e provare a dimenticare i fantasmi delle ultime partite.


