Sudtirol, solidità e gol distribuiti: Possanzini costruisce la sorpresa della Serie B
Cinque giornate sono ancora poche per stabilire dove possa arrivare realmente il Sudtirol, ma abbastanza per riconoscere una delle partenze più interessanti di questa Serie B. La squadra di Davide Possanzini arriva alla prima lunga sosta del campionato con 11 punti, tre vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta, a sole due lunghezze dal Palermo capolista. Ancora più significativi sono i numeri: nove gol segnati e appena tre subiti, miglior dato difensivo del torneo insieme alle squadre meno battute di questo avvio.
La solidità rimane il punto di partenza. Nelle prime cinque partite il Südtirol ha mantenuto la porta inviolata contro Virtus Entella e Catanzaro e, soprattutto, non ha mai subito un gol prima dell’81’. Il Benevento ha pareggiato soltanto al 92’ su rigore con Salvemini, il Modena ha trovato l’1-1 all’88’ con Ambrosino e ad Arezzo il gol della bandiera di Mancuso è arrivato all’81’.
Un dato che racconta una squadra capace di rimanere dentro le partite per lunghi tratti senza concedere molto, costruendo i propri risultati proprio sulla tenuta. Possanzini ha alternato anche differenti disposizioni, ma la sensazione è quella di un gruppo che ha già assimilato principi chiari: compattezza, attenzione nelle distanze e capacità di aspettare il momento giusto per colpire.
Contro il Catanzaro, per esempio, lo 0-0 è resistito fino all’86’, prima dei gol di Burnete e Mixtur, entrambi subentrati. Contro l’Entella era stato invece Simone Davì, entrato dalla panchina, a decidere la partita al 90’. Anche questo è un segnale importante: Possanzini sta ricevendo risposte non soltanto dai titolari, ma dall’intero organico.
Il 4-1 di Arezzo ha però aggiunto una dimensione nuova. Non soltanto solidità e capacità di gestire, ma anche una produzione offensiva importante. Rispoli, Vasco Lopes, Mixtur e Giorgini hanno firmato quattro reti differenti, con il Südtirol capace di trasformare cinque conclusioni nello specchio in quattro gol.
Il dato forse più significativo è un altro: le nove reti stagionali sono state distribuite tra otto giocatori diversi. Simone Davì, Merkaj, Burnete, Mixtur, Okoro, Rispoli, Vasco Lopes e Giorgini hanno già trovato il gol; soltanto Mixtur è andato a segno più di una volta. Non c’è quindi un bomber dal quale dipendere. E proprio questa imprevedibilità può diventare una delle principali qualità della squadra.
Alla ripresa, il 10 ottobre, il Druso ospiterà un incrocio che sulla carta pochi avrebbero immaginato così interessante alla vigilia del campionato: Südtirol-Ascoli. Gli altoatesini arriveranno con 11 punti, i marchigiani con 10 dopo un avvio nel quale la neopromossa di Tomei ha già battuto Verona, Benevento e Avellino.
Sarà una prima verifica importante per entrambe. Per il Südtirol, soprattutto, servirà a capire se quanto mostrato nelle prime cinque giornate possa trasformarsi da ottimo avvio in qualcosa di più duraturo. È ancora presto per modificare obiettivi e prospettive, ma una certezza comincia a emergere: la squadra di Possanzini non è lassù per caso. Difende, sa soffrire, trova gol dalla panchina e ha già mandato a segno otto uomini diversi. Per una formazione che vuole rendersi difficile da leggere, non potrebbe esserci biglietto da visita migliore.


