Reggina, errare è umano ma perseverare è diabolico: serve una scossa per evitare il crollo
Contro il Perugia è arrivata forse la sconfitta meno attesa di questo avvio di stagione della Reggina, anche se le parole di Inzaghi avevano lasciato intuire che la preoccupazione che la partita con l'ultima in classifica potesse nascondere qualche insidia c'era. Contro gli umbri è arrivato il quarto passo falso stagionale, che a differenza degli altri ha dato però la sensazione di poter 'riportare sulla terra' gli amaranto, che adesso hanno bisogno di cambiare qualcosa per evitare di entrare in un circolo vizioso potenzialmente pericoloso. Nulla è perduto, sia chiaro, e paradossalmente il primo ko al Granillo può servire per ritrovare la dimensione di umiltà che la squadra e l'ambiente avevano prima che il campionato iniziasse.
Il resto devono farlo Inzaghi e la squadra, la rosa c'è, è ampia e costituita da ottimi elementi, forse il tecnico adesso però deve cambiare qualcosa per responsabilizzare tutti e mettere in campo una squadra meno prevedibile, che non abbia soltanto nelle corsie laterali le proprie frecce da scagliare, perchè chiusi quegli sbocchi, il Parma prima e il Perugia poi, hanno messo in seria difficoltà i calabresi. A questo si aggiunge l'ormai cronico problema delle rimonte: la quarta volta in svantaggio in questa stagione si è tradotta come di consueto in una sconfitta, la quarta appunto. Anche su questo c'è da lavorare, il tempo non manca e nemmeno l'affetto dei tifosi e dell'ambiente sembra vacillare, ma adesso da Inzaghi e dai giocatori serve che arrivi un segnale importante, già a partire dalla delicata trasferta di Cagliari.


