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Ternana, un rovinoso tuffo nel vuoto

Ternana, un rovinoso tuffo nel vuoto TuttoB.com
© foto di Federico Gaetano
autore
Fabio Tosti
sabato 9 maggio 2015, 20:00PRIMO PIANO

E' passata da poco la mezz'ora, e dopo due occasioni da rete per Gavazzi, arriva la prima conclusione in area da parte della Pro Vercelli. Un cross dalla linea di fondo, Beretta schiaccia il pallone che assume una traiettoria beffarda, traversa, e il primo ad arrivare sulla ribattuta è Scavone che, non contento, colpisce altre due volte la traversa, prima di piede poi di testa. Ma arriva il fischio di Saia, il pallone è già entrato in una delle tante carambole. Zero ad uno, iniziano i fischi per il solito svantaggio casalingo, una tradizione a cui la Ternana sembra sin troppo affezionata, quasi restia a volerla abbandonare.

A tre minuti dal termine della prima frazione, Ceravolo si trova solo davanti a Russo, che sulla conclusione bassa dell'attaccante rossoverde si allunga, tocca la palla che sbatte sul palo e di nuovo sul pugno del portiere. Qui finisce la partita, chi segue questo sport capisce che è finita qui, sul fischio del primo tempo. La sliding door si è prima aperta e poi chiusa, una porta rimarrà inviolata anche per i prossimi 45 minuti, per sempre. La Ternana torna in campo con Dugandzic al posto di Avenatti, ma al primo fallo viene prima ammonito e poi espulso, giocandosi male quelle poche parole d'italiano che conosce. Il resto è un assedio disperato, ma la porta di Russo rimane chiaramente pulita, tra miracoli ed errori rossoverdi sottoporta. Il pallone non entra, e quando rotola nelle mani dell'arbirtro Saia, la Pro Vercelli è sicura di essersi salvata, di aver raggiunto con i denti l'obiettivo. Finisce così, con la decima sconfitta della Ternana in casa, proiettata nel vuoto verso i play-out, mentre i lombardi sono salvi, e lo sanno già, negli abbracci a fine partita.

La Ternana muore a 45 punti, quando quattro giornate fa ne aveva 44 e sembrava ormai lontana dallo spettro della retocessione. Ora ci è dentro, e manca così poco che è quasi impossibile uscirne. L'obiettivo sembra quello di salvare almeno i play-out, con una squadra uscita dal campo sulle gambe, spremuta e che nonostante questo non è riuscita neanche a strappare un punto, da una squadra del suo stesso livello. La Pro torna a casa sana e salva, con due tiri in porta in novanta minuti  e una solidità e convinzione invidiabile, tutto ciò che serve, in fondo, per rimanere in Serie B. Il Liberati diventa così la terra delle opportunità, il sogno italiano dove poter realizzare i propri progetti di salvezza nella serie cadetta. La Ternana affossa in casa e contro le dirette rivali, un motivo in più che fa sprofondare squadra e tifoseria nell'ombra lunga della Lega Pro.

Ma di chi è la colpa? L'anno era iniziato con un chiaro progetto societario: improvvisare. La cessione di Antenucci, uomo capace di salvare la Ternana grazie ai suoi gol ed assist, giocatori a fine prestito come Rispoli che portavano avanti squadra, pallone e che trascinavano la piazza, se ne sono andati, sostituiti con il nulla più assoluto. Approssimazione, la dolce parola d'ordine in Viale Aleardi, dove l'immobilismo assume i connotati del fair-play finanziario. Nessun progetto, nessun obiettivo, si aspettava solamente al balcone il proprio amore che mai arrivava e che mai avrebbe preso le azioni societarie della Ternana Calcio. L'exploit iniziale, basato sulla fortunata scoperta di Ceravolo e Avenatti (due gol in due lo scorso anno) avevano illuso tutti, e salvato un mercato votato al ribasso e senza alcun chiaro intento. Ma tutto viene a galla, in un campionato lungo 42 giornate. Il buio ha inghiottito subito la Ternana, capace solo a cavallo tra gennaio e febbraio di tirare sù la testa, salvo poi ricadere, e riprendersi brevemente. La stagione rossovede ha seguito le orme tracciate dall'alto, di chi conduce le redini. La squadra di Tesser è specchio della società, è uno specchio che riflette il vuoto di potere e gestione, che sembra non avere interesse e che aspetta di trovare di meglio, come uno stanco amante che vuole cambiare sposa.