Pro Vercelli, Longo: "Oggi contava solo vincere"
Al termine della gara casalinga vinta contro la Ternana, il tecnico Moreno Longo ha analizzato la prova della sua Pro Vercelli: "Oggi l’unica cosa che contava era vincere, il resto lo lasciamo agli intenditori del buon calcio. Si sono fatti tre punti importanti, con cuore, cinismo e forse un pizzico di fortuna, perchè l’episodio è girato a favore. Volevamo la vittoria e l’abbiamo ottenuta, guardiamo al futuro con serenità e umiltà: ci troveremo con ancora più voglia e determinazione, perchè il cammino è appena iniziato. Anche col Novara conta vincere, è una partita a sè, che ha sempre un sapore particolare: non conterà essere belli ma tosti e determinati per portare a casa un risultato che farebbe felici noi, i tifosi e la società. Abbiamo cambiato modulo per cercare di coinvolgere più giocatori possibili, abbiamo cercato di trovare una solidità che non c’è stata finora, vista la continua alternanza di risultati. Non siamo presuntuosi, studiamo sempre i nostri errori e cerchiamo di migliorarci. Indipendentemente dal modulo c’è sempre da soffrire, lottare e imparare. Quando c’è un cambio di modulo si sa che si possono incontrare delle difficoltà per la fluidità, per i cambiamenti.
Il modulo fa differenza solo fino ad un certo punto, contano atteggiamento e serenità con cui si scende in campo. Sappiamo benissimo che possiamo migliorare anche con questo modulo, mi auguro di riuscire in breve tempo a rendere la Pro Vercelli più fluida e sicura di sè, ma questi ragazzi hanno bisogno di lavorare con serenità. L’0biettivo è comunque la salvezza, per noi al momento è come se fosse la vittoria del campionato. Oggi ho trovato uno stadio che ci ha aiutati, che ha capito che c’è da lottare e soffrire insieme. Sono sicuro che il nostro lavoro alla lunga pagherà, ad oggi quello che conta sono i punti. L’assenza di Vajushi pesa, nel nostro scacchiere stava diventando una pedina fondamentale, perdendolo ci sarebbero stati degli altri interpreti che oggi. Si è optato per un sistema di gioco che potesse mettere tutti nelle condizioni ottimali per potersi esprimere".


